Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Tossilo, guerra per l'inceneritore

08/05/2011

autore: Luca Contini

Macomer. S'infiamma la polemica sul progetto per il nuovo impianto per lo smaltimento dei rifiuti
Il Comune: da tempo ormai il comitato ambientalista non più credibile

Dai convegni alla carta stampata, non cambiano toni e posizioni rispetto alla ormai estenuante vicenda del nuovo inceneritore che, nei piani della Tossilo Spa, dovrebbe sorgere a Macomer.
DUE FRONTI Da una parte il programma d'interventi voluto dall'amministrazione comunale, dall'altra le contestazioni del comitato cittadino "Non bruciamoci il futuro" che nei giorni scorsi aveva aperto una nuova puntata della polemica con un duro volantino per svelare quelle che sarebbero le bugie che accompagnano le posizioni dei comuni di Macomer, Borore e della società mista Tossilo Spa.
In particolare veniva contestato il documento ufficiale dei comuni di Borore e Macomer che prevedono il funzionamento del nuovo inceneritore per un periodo temporaneo di soli 5, 8 anni, il tempo necessario a realizzare un nuovo impianto nella provincia di Sassari.
RISPOSTE A stretto giro di posta arriva la risposta di Giovanni Biccai e Federico Castori che, nella duplice veste di amministratori comunali e, rispettivamente, di presidente e vice della Tossilo Spa, rigettano al mittente l'accusa di aver mentito sulla programmazione delle politiche industriali da cui dipenderà il futuro del sistema di trattamento del Centro Sardegna.
La loro risposta è di fatto speculare a quella che proprio ieri è apparsa nei locali pubblici della città all'interno del foglio "Progresso solidale", periodico cittadino firmato dal consigliere regionale Paolo Maninchedda. Un numero monografico nel quale si risponde punto per punto ai rilievi del comitato "Non bruciamoci il futuro" e si rimarcano le posizioni di una parte della maggioranza che guida il comune: l'inceneritore attuale non è più nelle condizioni di continuare a svolgere il suo lavoro, o la Regione ci consente di metterlo a posto o lo chiudiamo. Vogliamo che il processo di finanziamento sia completamente pubblico perché possa essere chiuso una volta realizzato quello del nord Sardegna. «Il comitato non è più credibile - sottolineano all'unisono Biccai e Castori - perché sempre più si dimostra come strumento di chi vuole fare opposizione politica, piuttosto che una campagna di opinione».

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