Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Il pollo sultano sposta il gasdotto

08/05/2011

autore: Sandro Mantega

S. G. Suergiu. Il metanodotto non dovrà invadere la palude dove nidificano diverse “specie prioritarie”
l Galsi dovrà cambiare il punto di approdo della condotta nel Sulcis

“Pollo sultano, 1- Galsi, 0”. La partita con il colosso multinazionale algerino-italo-tedesco che progetta di costruire il gasdotto da 1500 chilometri per fare arrivare in Toscana (via Sardegna) il metano del deserto algerino, si è chiusa con l'inaspettata vittoria del piccolo pennuto. Per non disturbare l'habitat del Pollo sultano, che nidifica in una palude alle foci del Rio Sassu, tra Giba e San Giovanni Suergiu, il Galsi ha dovuto infatti rivedere i progetti spostando il punto di approdo del gasdotto sulle coste del Sulcis.
I RICORSI In questa battaglia alla Davide contro Golia, per la verità, il pollo sultano non era solo. Volava in stormo con l'Airone rosso e decine di altri volatili che anni fa l'Unione europea si era premurata di inserire nell'elenco delle “specie prioritarie” dal salvaguardare in ogni modo dal pericolo di estinzione. A perorare la loro causa sono stati gli ambientalisti e, in particolare, Giuseppe Floris, ornitologo della Lipu di Giba e attento osservatore di tutto ciò che accade nella vasto complesso delle zone umide del Sulcis.
«La palude di Rio Sassu - spiega - è l'habitat nel quale approdano e nidificano decine di varietà di uccelli migratori classificati tra le specie prioritarie da salvaguardare: abbiamo chiesto che venissero rispettate le direttive comunitarie che proteggono queste aree». Le ragioni di Floris e alleati sono state sintetizzate nelle osservazioni al progetto nel corso della Valutazione di impatto ambientale e hanno trovato un riscontro: tra le prescrizioni allegate alla Via, sono state inserite quelle per tutelare il pollo sultano e i suoi amici con le ali.
LE MODIFICHE «Galsi ha rivisto il progetto, il gasdotto verrà spostato in maniera da non attraversare la palude di Rio Sassu», conferma Sara Milanesi, portavoce del consorzio. I lavori, inoltre, saranno effettuati in due mesi e lontano dai periodi in cui gli uccelli della palude nidificano. Per il pollo sultano una vittoria su tutti i fronti «Anche se non è stato facile», puntualizza Floris. Senza mettere in dubbio la buona fede del Galsi: «Siamo sensibili ai problemi ambientali, come dimostrano le iniziative che in questo senso abbiamo promosso nel Sulcis», puntualizza Sara Milanesi.
I TEMPI L'onore di Galsi è salvo, il pollo sultano pure. Quanto al gasdotto i tempi si allungano. Quattro anni fa Mohamed Yousfi, manager della Sonatrach, la società algerina che detiene la maggioranza di Galsi, aveva annunciato l'apertura dei rubinetti del gas per il 2012. Ma non è ancora arrivata l'autorizzazione unica ottenuta la quale il consorzio dovrà decidere il finanziamento (due miliardi di euro). Nel 2012, insomma, sarà tanto se inizieranno i lavori che richiederanno dai due ai tre anni. Per vedere il metano bisognerà aspettare almeno al 2015, salvo complicazioni.

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