Domenica e lunedì consultazione sul nucleare in tutta la Sardegna Maggioranza e opposizione “convocano” i sardi: scelta per il futuro
Mancano sette giorni al voto. Se per le amministrative gli elettori dovranno votare in 97 Comuni, in tutte le 1818 sezioni dell'Isola ci si dovrà pronunciare nel referendum sulle centrali nucleari. Un anno fa, per le provinciali, avevano avuto diritto a votare un milione 476 mila 612 elettori. Una cifra che, nonostante l'appello di tutte le forze politiche per un'adesione massiccia, preoccupa i promotori del referendum per il raggiungimento del quorum: solo con il 33 per cento dei votanti, ovvero con almeno 487 mila 282 voti, la consultazione sarebbe valida. Le urne saranno aperte domenica 15 maggio dalle ore 8 alle ore 22, e lunedì 16 maggio dalle ore 7 alle ore 15. Il quesito per il referendum consultivo popolare regionale sarà questo: “Sei contrario all'installazione in Sardegna di centrali nucleari e di siti per lo stoccaggio di scorie radioattive da esse residuate o preesistenti?”. Voterà “sì” chi è contrario, “no” chi è invece favorevole. IL GOVERNATORE Anche ieri, in occasione dell'inaugurazione del Parco della Musica, a Cagliari, è arrivato l'appello al voto da parte del governatore Ugo Cappellacci. Il presidente, invitando i cittadini a recarsi alle urne, ha detto: «Io sono contrario a centrali e voterò sì». IL CENTRODESTRA Il senatore del Pdl Piergiorgio Massidda è sicuro: «In Sardegna mai». Una centrale nucleare «danneggerebbe la nostra immagine, ipotecando il nostro futuro sotto il profilo ambientale». Per Massidda «l'energia che produciamo è abbastanza, non ci serve una centrale in Sardegna. Diffondiamo nel mercato del turismo un'immagine di assoluta bellezza, una conversione verso quella fonte energetica sarebbe un danno irreparabile». «La mia storia, la mie scelte in campagna elettorale e nell'amministrare», dice Mauro Contini (Pdl), sindaco di Quartu, terza città dell'Isola - vanno tutte verso il rifiuto dell'energia nucleare e a favore di alternative energetiche». Il mio sogno, dice il sindaco Contini, «è creare sul territorio quartese un intero quartiere che sia totalmente autosufficiente sul piano energetico, che diventi un modello ecosostenibile per la Sardegna». Contini esprime «l'invito a tutti i miei conterranei affinché vadano a votare. Io voterò sì perché sono contrario all'installazione delle centrali nucleari in Sardegna. Voterò sì perché voglio far sapere a tutti i nostri concittadini italiani che noi sardi non siamo disponibili ad accogliere scorie nucleari». IL CENTROSINISTRA «Il referendum vede un sì convintissimo da parte del Partito democratico sardo e la più ampia mobilitazione per raggiungere il quorum», dice il segretario regionale Silvio Lai, parole chiare e appello deciso. «Per questo abbiamo promosso un centinaio di assemblee nell'Isola per informare e discutere con i cittadini di questa importante occasione che rischia di non venire colta perché il dibattito nel Paese è stato neutralizzato dalla maggioranza di Governo». Secondo Lai «la nostra è la scelta di chi si preoccupa di non vincolare il futuro dei propri figli attraverso l'uso di risorse energetiche le cui scorie vincolano per milioni di anni le generazioni future per il loro controllo e la loro pericolosità. Il nostro non è neanche un no al nucleare senza proposte alternative». Lai afferma che «le tecnologie di utilizzo dell'energia solare sono già oggi ampiamente adeguate per procedere in breve con una pressoché totale sostituzione dell'energia prodotta dai combustibili fossili». Il 15 maggio, dice Lai, «i sardi avranno la possibilità di dare un indirizzo preciso alle scelte di politica energetica sulla nostra Regione, facendo però una scelta anche a nome di tutti gli Italiani. Una possibilità che è stata invece negata al resto del Paese che avrebbe dovuto votare il 12 e 13 giugno per un referendum abrogativo insieme ad altri quesiti su acqua e giustizia».