Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Spiagge ai privati? Gallura sulle barricate
08/05/2011
autore: SERENA LULLIA
LA BATTAGLIA SUL MARE LIBERO
Da Arzachena, Santa Teresa e Palau arriva un no secco al decreto di Tremonti
ARZACHENA. La Gallura costiera seppellisce di critiche il decreto del governo che cede le spiagge ai privati per 90 anni. Gli amministratori difendono il valore pubblico dei granelli e la loro importanza economica per le casse comunali. Il no corale unisce Arzachena, Palau e Santa Teresa.
Il decreto Tremonti è ancora da definire, ma gli enti locali già preparano le barricate. Si teme per i lidi, ma anche per porti e pontili. «Le spiagge devono andare al Comune che poi, con uno strumento di pianificazione, decide come assegnarle e per quanto tempo- spiega
Luca Fresu, assessore all’Ambiente di Palau -. Sono poi uno strumento fondamentale per rimpinguare le casse dei comuni, che investono i fondi dei canoni delle concessioni in servizi alla comunità. Il governo ci chiede di essere fiscalmente autonomi ma non ci mette in condizione di esserlo. Lo scorso anno abbiamo gestito con nostro personale 12 rinnovi di concessioni demaniali, ma non abbiamo preso un euro dei canoni, andati alla Regione». L’assessore Fresu ricorda come l’amministrazione stava affrontando l’argomento concessioni balneari nel pul, prima che venisse imposto il rinnovo automatico fino al 2015. «La base del nostro ragionamento è che le spiagge sono un bene pubblico. Nel pul davamo indicazioni precise ai concessionari su come riqualificare i chioschi - precisa -. Siccome si chiede uno sforzo economico agli imprenditori gli si garantisce la concessione per 12 anni. Scaduto quel periodo la concessione ritorna a bando». Insiste sul valore pubblico delle strisce di sabbia
Stefano Pisciottu, sindaco di Santa Teresa. «Il demanio marittimo è di tutti - dichiara -. È giusto che le spiagge siano date in concessione ai privati per un certo periodo. Si offrono dei servizi alla comunità. Ma è necessario che il concetto di bene pubblico sia salvaguardato. Una concessione di 90 anni è eccessiva oltre che contraria alle direttive europee. Tocca al Comune assegnare gli spazi sul mare secondo le proprie regole». Taglienti le parole di
Rino Cudoni, assessore alle Attività produttive di Arzachena. «Sono contrario a chi difende il diritto di impossessarsi delle spiagge - attacca -. Bene ha fatto il sindaco di Villasimius a dare direttive precise in materia dicendo che il principio di evidenza pubblica va rispettato e i ladri di spiagge non possono mantenere il controllo dei litorali con una domanda. La spiaggia è un bene superiore. Di fatto i nostri litorali sono privatizzati, senza controlli. Si insiste poi nel voler prorogare dall’alto le concessioni. Date in questo modo arricchiscono solo i portafogli dei privati. Trattandosi di beni pubblici primari, da tutelare, mi sorprende che ci sia stato imposto il limite edificatorio nei 300 metri dal mare, che per Arzachena ha significato il taglio del 50% delle cubature in zone F. E poi ci troviamo barriere di ombrelloni e sdraio davanti al mare».
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