Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Spiagge: «Col nuovo dl litorali cementificati»
08/05/2011
Allarme di Legambiente: intervenga Napolitano
ROMA. Addio ai tradizionali stabilimenti e ai nostalgici chioschetti per fare posto a centri commerciali proprio sulla spiaggia, alberghi in riva al mare, centri fitness. Questo lo scenario a rischio per le spiagge italiane, secondo Legambiente, con le norme contenute nel Dl Sviluppo che introduce un diritto di superficie di 90 anni e «la possibilità di costruire sui 300 metri dal mare» aggirando le tutele sui beni paesaggistici e ambientali.
Ma le norme sulle spiagge non rappresentano, per il ministro del Turismo Michela Brambilla, un «regalo ai privati», mentre il premier Silvio Berlusconi ha affermato come sul decreto Sviluppo i giornali «hanno effettuato una certa disinformazione». L’allarme cemento ha fatto scattare l’appello al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, da parte di Wwf e Fondo ambiente italiano (Fai). Alle polemiche ha risposto il ministro Brambilla: «Non riesco a capire in che senso si possa parlare di regalo delle spiagge ai privati. - ha detto - Ci sono 25mila operatori del turismo balneare che rappresentano una delle nostre grandi ricchezze» e «il turismo balneare è il primo prodotto turistico italiano. Noi abbiamo oltre 7000 chilometri di coste, abbiamo una realtà di stabilimenti balneari che è un unicum in Europa, che non solo dobbiamo tutelare e proteggere, ma dobbiamo potenziare e valorizzare. Da questo le misure inserite all’interno del decreto sviluppo».
Di parere diverso il Presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, che ha inviato una memoria a Napolitano avanzando l’incostituzionalità del provvedimento. Il modello Versilia in Toscana, e quello di Ostia, il mare di Roma «sono un’anteprima di quello che accadrà in giro per l’ Italia», afferma Sebastiano Venneri, vicepresidente nazionale di Legambiente secondo il quale «a rischio sono le spiagge di Friuli, Veneto, Emilia Romagna, Marche e Toscana». Ma la Versilia, così come la Romagna, risponde il presidente nazionale dei balneari di Confesercenti, Vincenzo Lardinelli, proprietario di uno dei più grandi e attrezzati stabilimenti di Viareggio, hanno «inventato il turismo balneare e questo è un modello unico, apprezzato in tutto il mondo». «Dove ci sono gli stabilimenti non c’é stata speculazione edilizia - dice - anzi noi abbiamo contribuito, in qualche modo, a proteggere il territorio». Sul fronte opposto il presidente del Parco dell’Arcipelago Toscano, Mario Tozzi: «I balneari difendono il loro di territorio perché un metro quadrato di battigia frutta migliaia di euro all’anno. In Versilia - aggiunge Tozzi - hanno occupato già tutto con ombrelloni fissi, casotti e piscine. Potrebbe accadere anche altrove. Questo decreto è una vera jattura per le coste italiane”.
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