Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

«Terzo polo d’incenerimento»

07/05/2011

autore: TITO GIUSEPPE TOLA

Trovato un documento in cui si parla della nuova struttura come obiettivo strategico
Macomer, il comitato accusa gli amministratori consortili

MACOMER. Col nuovo inceneritore il Consorzio industriale punta a realizzare il terzo polo di incenerimento della Sardegna. Ad affermarlo è il comitato “Non bruciamoci il futuro” che in un comunicato parla di un documento del Consorzio che indicherebbe tale obiettivo.
 «Siamo venuti in possesso del documento lungamente richiesto al Consorzio e mai consegnatoci - scrive il comitato - è la richiesta di finanziamento del nuovo inceneritore presentata alla Regione dal Consorzio industriale in liquidazione. Ora sappiamo perché non vogliono che il comitato acceda agli atti. Quel documento è la prova che i nostri amministratori non dicono la verità ai cittadini. Infatti, al contrario di quanto dicono, quel documento prova che Macomer si candida a diventare il terzo polo di incenerimento della Sardegna».
 Il documento di cui parla il comitato è la richiesta di fondi, presentata dal Consorzio, per costruzione di un forno che in futuro sarà l’impianto di riferimento per le province Nuoro, Ogliastra e Oristano. «Altro che “nessuno vuole l’inceneritore” sentito in consiglio comunale e in svariate occasioni dalla bocca degli stessi responsabili politici della Tossilo Spa - prosegue la nota del comitato - questa è la prima delle affermazioni non vere che ci sono state raccontate in questi mesi. Il vicesindaco di Macomer da amministratore della Tossilo di fatto ha costituito il terzo polo per bruciare i rifiuti e il nostro futuro».
 Il comitato afferma che la sezione abbattimento fumi non verrà sostituita per cui «il controllo delle emissioni rimane lo stesso del ferrovecchio». Il sistema di incenerimento è a griglia, «che non è di nuova generazione come dicono, ma è più adatto per bruciare rifiuti meno differenziati». La nota prosegue spiegando che la capacità dell’impianto sarà di 92.000 tonnellate/anno in quanto uno dei due attuali forni rimarrà in funzione. «Il sistema - prosegue - produrrà, sui rifiuti bruciati, circa il 25% di scorie da portare in discarica. Ciò significa che si realizzerà una nuova discarica per rifiuti pericolosi e tossici (i filtri dei forni) da ubicare vicino all’inceneritore». Infine i costi. «La stima dell’investimento - conclude il comitato - indica in 50 milioni il costo dell’impianto completo, riducibile a 33 se non si sostituisce il sistema di trattamento fumi e non si realizzano nuovi fabbricati».

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