Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Il demanio «regalato» non convince nemmeno il sindacato dei balneari
07/05/2011
autore: Luca Rojch
IL DECRETO DEL GOVERNO SULLE CONCESSIONI
Novanta anni mettono paura: i piccoli imprenditori temono lo sbarco delle multinazionali dell’ombrellone
OLBIA. Granelli preziosi come oro. Proprietà privata, o quasi. La spiaggia diventa un business, i tappeti di sabbia non sono più dati in concessione per qualche stagione. Lo Stato li cede ai privati per 90 anni per riempire casse esangui. Ma le piantagioni di ombrelloni riducono a zone protette le distese di asciugamani delle famiglie in gita.
Il provvedimento del governo non fa il pieno di consensi neanche tra i fan degli ombrelloni a pagamento. Il sindacato dei balneari, il Sib, prende tempo. Nessuno sa bene cosa accadrà. Il Sib vuole capire meglio la portata e i dettagli della rivoluzione tra le sdraio. Ma anche Confindustria sembra molto cauta sul provvedimento voluto dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti. «Se con questo documento si vuole dare certezza con una concessione a lungo termine alle imprese che gestiscono le spiagge, l’idea può anche essere condivisibile - dice il presidente di Confindustria nord Sardegna, Stefano Lubrano -. Magari trovo eccessiva la durata di 90 anni. Rimane poi da capire quali saranno i canoni da pagare. È evidente che si cala una mannaia, un mutuo, sui bilanci delle imprese la proposta si rivelerà un’arma a doppio taglio». Il presidente regionale del Sib Alberto Bertolotti prende il provvedimento del governo come una giornata di sole nel buio di anni di incertezze, anche se attende ancora qualche chiarimento.
«Siamo felici della scelta del governo di dare certezze al settore - dice Bertolotti -. Il provvedimento ha bisogno di ulteriori chiarimenti. Tremonti ha promesso che saranno fatti entro mercoledì. In quel momento saremo in grado di avere una visione più definita. Ma siamo soddisfatti di questa scelta del governo che viene incontro alle nostre richieste». Anche Claudio Del Giudice, il presidente del Sib Gallura, in cui si concentrano la maggior parte delle concessioni balneari, mostra un cauto ottimismo. «Mancano i dettagli del provvedimento del governo - dice Del Giudice -. Non si comprende ancora se si sanano anche le situazioni che si sono trascinate in questi anni». Ma c’è anche un’altra preoccupazione. La concessione del diritto di superficie per 90 anni di litorali pregiati come quelli della Costa Smeralda potrebbe fare gola alle grandi società. Alle multinazionali dell’ombrellone. L’allarme tenuto ancora sottotraccia è che nell’isola sbarchi una superpotenza dell’ospitalità sotto gli ombrelloni. Una specie di MacDonald’s che pianta ombrelloni nei litorali del pianeta. In altre parole la globalizzazione delle sdraio. In alcuni comuni del nord è già realtà.
«Di sicuro serve un riordino di tutta la materia - afferma Lubrano -. Ma per quello che si è capito fino a ora mancano ancora le norme attuative. Il decreto poi non riguarda solo sdraio e ombrelloni. È molto più vasto e complesso e abbraccia tutte le concessioni demaniali sulle coste. Dai pontili ai porti turistici. Dà possibilità di ricostruire e ampliare i beni di cui si ha il diritto di superficie. Gli effetti sull’economia turistica dell’isola sono ancora da valutare». Tra chi fa business tra i granelli c’è un cauto ottimismo. Si aspetta di capire nei dettagli cosa intenda fare il governo con le concessioni e il modo in cui le norme saranno applicate, mentre i motori del scintillante luna park Gallura si stanno per accendere per la nuova stagione.
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