Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Via le discariche da Masua

04/03/2008

autore: PAOLO MOCCI

I fanghi minerari nelle gallerie di Acquaresi

MASUA. Ci sono tre milioni di tonnellate di scorie a Masua e, finchè non sarà risolto il problema del disinquinamento, non potrà partire il progetto dell'oasi naturalistica. Il piano di Igea e Università prevede di portare i fanghi nelle gallerie di Acquaresi. Le operazioni di bonifica dell'area mineraria di Masua potrebbero scattare in tempi brevi. Tre milioni di tonnellate di scorie minerariee, oggi accumulate in un'area di estremo pregio naturalistico in procinto di diventare oasi ambientale, potrebbero venire presto rimosse e utilizzate per riempire i vuoti minerari della vicina area di Acquaresi. Qui, da diversi anni, esiste una situazione di grave rischio a causa delle frane verificatesi nel sottosuolo della strada che da Nebida conduce a Buggerru. Si tratterebbe di un intervento particolarmente complesso, fra i più vasti mai progettati in Sardegna, che consentirebbe non soltanto di disinquinare la zona dalle scorie delle lavorazioni minerarie, ma anche di rendere più stabile le alture intorno ad Acquaresi, sulle quali, già da tempo, si considera urgente una vasta opera di messa in sicurezza. Il progetto preliminare è già stato predisposto dall'Igea con la collaborazione dell'Università di Cagliari ed è ora all'esame dell'Ufficio tecnico del Commissario straordinario per le bonifiche e l'emergenza ambientale Renato Soru. L'IGEA «Al momento - spiega il presidente dell'Igea Franco Manca - non è in discussione tanto la bontà del piano, quanto i suoi probabili costi». Di certo l'operazione è fra le più complesse e impegnative fra quelle progettate fino ad ora, ma la soluzione proposta dall'Igea consentirebbe - come sottolinea lo stesso Manca - di eliminare due grossi problemi con un unico intervento. Nelle discariche di Masua sono accumulate tre milioni di tonnellate di rifiuti inquinanti prodotti da decenni di attività mineraria. La bonifica in situ (che consiste nel mantenere le discariche al proprio posto mettendole opportunamente in sicurezza) appariva fino a poco tempo fa l'ipotesi più probabile, sia perché si tratta di una soluzione già ampiamente utilizzata nel settore del disinquinamento, sia perché la rimozione comporta sempre costi maggiori e genera inoltre il problema di trovare un sito dove stoccare le scorie. ACQUARESI I vuoti minerari di Acquaresi, distanti pochi chilometri, secondo i tecnici dell'Igea e dell'università potrebbero essere la soluzione naturale al problema, tanto più che costituiscono essi stessi un grosso pericolo per arginare il quale urge un intervento in tempi brevi. La loro presenza ha infatti determinato numerosi fenomeni di subsidenza e diversi smottamenti in superficie, talvolta minacciando l'incolumità delle persone, tanto da aver determinato in più di un caso la temporanea chiusura della strada che da Nebida conduce a Buggerru, interessata da alcune frane. «La nostra ipotesi - afferma Franco Manca - è tecnicamente percorribile, ancorché decisamente complessa, perché esiste un collegamento sotterraneo fra le due aree che consentirebbe di trasportare il materiale in sicurezza da Masua ad Acquaresi». Il risultato sarebbe ottimale, perché eliminerebbe alla radice e in un'unica soluzione sia il problema dell'inquinamento che quello dell'instabilità geologica dell'area. Bilanci e burocrazia permettendo, ovviamente.

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