Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Quirra, indaga una sottocommissione
06/05/2011
autore: Valeria Gianoglio
Presieduta da Scanu (Pd), disporrà nuovi accertamenti PERDASDEFOGU. La commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito vuole imprimere una decisa accelerata alle sue indagini sul caso Quirra. In questi giorni, infatti, ha creato una sottocommissione ad hoc che indagherà non soltanto su Quirra ma anche sugli altri poligoni sardi.
Un gruppo di lavoro, presieduto dal senatore Pd, Giampiero Scanu, che ha il compito di promuovere nuove indagini, fare altri sopralluoghi, sentire nuovi esperti. L’ultima visita a Quirra di una delegazione di parlamentari risale al 29 marzo. Quando alcuni componenti del gruppo, tra i quali lo stesso Scanu, avevano compiuto un lento “pellegrinaggio” in diversi siti della base di Perdasdefogu nei quali la Procura di Lanusei aveva disposto il sequestro di una quantità consistente di rottami metallici.
Il super esperto balistico. In questi giorni, intanto, al poligono di Perdas, è arrivato un altro consulente della commissione parlamentare d’inchiesta. È uno dei massimi esperti italiani di balistica: l’ex capitano dei paracadutisti, Paride Minervini. L’ufficiale ha voluto controllare i bersagli del poligono, ha visitato anche le aree della base, a Capo San Lorenzo, il cosiddetto “poligono a mare”, e ha analizzato anche diversi documenti. Già in altre occasioni il super esperto aveva visitato il poligono ma sinora non è mai emerso nulla di quanto ha analizzato.
Le riesumazioni. Intanto, tra Ogliastra e Sarrabus, c’è grande attesa per conoscere i risultati delle analisi eseguite sulle prime tre salme riesumate perché ritenute dalla Procura appartenenti ad altrettante morti sospette o legate in qualche modo al poligono. Le riesumazioni erano state fatte lo scorso 21 aprile, pochi giorni prima di Pasqua, tra Lanusei e Perdasdefogu. A Lanusei, era stata riesumata la salma di Paolo Mucelli, il militare di Baunei in servizio alla Marina, a Tavolara, morto per una leucemia fulminante alcune settimane fa. Questa morte è ritenuta dalla Procura legata alle altre dal sospetto che sia stata causata dall’uranio, ma non è legata a Quirra. Le altre due salme riesumate erano invece quelle di due allevatori di Perdasdefogu: Vittorio Lai e Ugo Orrù. Erano entrambi morti nell’agosto del 1980, in seguito allo stesso terribile episodio dai contorni ancora in parte da chiarire. I due erano stati investiti da una fiammata provocata da una esplosione. I carabinieri, a suo tempo, avevano ipotizzato che stessero maneggiando esplosivo. Ma l’ipotesi poi era caduta. Secondo la Procura di Lanusei è possibile che i due siano stati vittima dell’esplosione di una bomba al fosforo, presente nel territorio del poligono o nelle sue immediate vicinanze. Qualche certezza in più potrà arrivare non appena termineranno le analisi sui tessuti prelevati dalle due salme dal medico legale incaricato dal procuratore Fiordalisi, Marco Grandi. I tessuti si trovano da giorni nei laboratori del fisico nucleare Evandro Lodi Rizzini. In queste ore, lui e la sua équipe li analizzano per capire se contengono tracce di radioattività non naturale o particelle Alfa, la spia della presenza di uranio impoverito. Non appena arriveranno questi primi risultati, si potrà procedere alla riesumazione di altre tre salme della lista di venti stilata dalla Procura. Entro l’estate, tutte le salme saranno analizzate.
Nuovi interrogatori. Nel frattempo, su un altro fronte, l’inchiesta su Quirra ha continuato il suo corso. Procura di Lanusei e squadra mobile nuorese, diretta da Fabrizio Mustaro, hanno continuato a sentire nuovi potenziali testimoni dell’indagine. Ex militari in servizio a Quirra, semplici cittadini. Mentre gli uomini della Forestale di Lanusei hanno proseguito i sopralluoghi nei dodicimila ettari del poligono.
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