Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
«Per il lago di Baratz solo interventi naturali»
05/05/2011
autore: E. L.
Sopralluogo della commissione Ambiente per stabilire il piano di salvaguardia dello specchio lacustre appena tornato in buona salute
Tutti d’accordo sul no alla modifica idraulica. Mameli (Pd): «Studiamo anche la vegetazione»
SASSARI. A pochi metri dalla riva svetta dall’acqua un pino, le radici ancorate al fondo. «Ricordo che nel 2008 qui era tutto secco», spiega un’insegnante in visita con gli alunni. E dà la cifra di come, in due anni, il Lago di Baratz sia guarito.
Il passaggio da 100 mila metri cubi d’acqua ai 3 milioni di oggi è evidente. «Prima la riva era quasi vicina all’isolotto», spiega il funzionario del Comune, Pierpaolo Spanedda, indicando un lembo di terra che spunta dallo specchio a mezzo chilometro dal bosco. Lo illustra ai consiglieri della commissione Ambiente, in visita all’unico invaso naturale della Sardegna per capire quali azioni intraprendere per metterlo al sicuro. «Continuare a pulire gli alvei del bacino imbrifero anche oltre la zona Sic (Sito interesse comunitario, ndr) per riportarlo alle condizioni originarie», suggerisce il presidente, Gianpaolo Manunta (Idv). Il riferimento è all’intervento appena portato a termine, la pulizia degli alvei dei tre rii cancellati dai privati - proprietari di tutte le aree sul lago - perché arati o coperti da colture. Quello che il Comune deve fare è scegliere il nuovo intervento, che in realtà risale al 2008 (ci sono 385 mila euro a disposizione) ed è ancora in fase di valutazione di impatto ambientale. Meno male che la natura, nel frattempo, ha fatto il suo corso. Quel progetto ormai superato prevedeva la creazione di un bacino artificiale, che da riempire deviando un altro rio. Ma quella linfa avrebbe cambiato la composizione salina dell’acqua di Baratz, a metà tra la dolce e quella di mare. «Siamo convinti che l’intervento non debba essere di tipo idraulico - spiega il consigliere Giampaolo Mameli (Pd), naturalista ed epidemiologo - ma di tipo naturale, con la pulizia degli alvei dei tre rii principali, e per ricreare la macchia mediterranea scomparsa per anni di colture sbagliate», spiega indicando una collina verde, a metà tra Baratz e Porto Ferro. Altra priorità, finora ignorata: «Chiedere all’Università una consulenza sul lago, la vegetazione del bacino». I lavori potrebbero partire a fine anno, e finire nel 2012.
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