Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda
Oppi: «L'impianto di pretrattamento non si dovrà fermare»
03/05/2011
autore: Andrea Scano
Rifiuti, intervento dopo le proteste
Carbonia. I
rifiuti del Sulcis Iglesiente finiranno, come previsto, a Macchiareddu, ma l'impianto di pretrattamento di Carbonia e i suoi 20 posti di lavoro sono salvi. A spiegare i motivi è lo stesso assessore regionale all'Ambiente Giorgio Oppi: «Al termovalorizzatore del Capic ci andrà la frazione secca che uscirà dall'impianto, costato sei milioni e che non abbiamo alcuna intenzione di far chiudere».
L'IMPIANTO Con il suo intervento l'assessore chiarisce un aspetto controverso della recente ordinanza della Regione che impone il conferimento dei rifiuti non indifferenziati del Sulcis Iglesiente al termovalorizzatore Capic a partire dal prossimo primo luglio. Ma a Carbonia da ormai un anno è attivo un impianto che serve al trattamento del secco non differenziato: parte viene trasformato in frazione organica stabilizzata, una specie di compost che trova utilizzo nella vicina discarica, parte rimane frazione secca non più riciclabile.
L'EQUIVOCO Per Giorgio Oppi occorre accantonare l'equivoco: «È ovviamente la tipologia del secco pretrattato che finirà a Macchiareddu, non è certo intendimento della Regione lasciare inutilizzato un impianto costato alla collettività sei milioni di euro». Secondo l'assessore occorre invece migliorare «nella sensibilizzazione verso la differenziazione dei rifiuti». Resta da chiarire quanto costerà il trasferimento dei rifiuti al Capic (il Comune di Carbonia stima circa 10 mila euro al mese in spese di trasporto) e quando sarà utilizzabile l'ampliamento della discarica di Iglesias dato che il bacino di conferimento di Carbonia chiuderà a fine estate. Quanto al primo quesito, l'assessore afferma che «il Sulcis Iglesiente non sarà penalizzato», quanto al secondo Oppi preannuncia che «la discarica di Iglesias potrebbe aprire in concomitanza con la chiusura di quella di Carbonia e riceverà, facendosele pagare, anche le ceneri prodotte a Macchiareddu».
I TIMORI Ma il timore di una stangata Tarsu e della chiusura dell'impianto di pretrattamento di Carbonia è stato manifestato anche dalla Fiadel, Federazione autonoma dipendenti enti locali. Il segretario regionale Sandro Ligia ha chiesto un incontro urgente alla Provincia e sindaci.Chiavi di questa notizia: Rifiuti