Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Cade il vincolo sulla zona C1
23/04/2011
autore: PINUCCIO SABA
URBANISTICA E AMBIENTE
L’impresa Batteta costruzioni vince la causa contro il Comune
PORTO TORRES. L’area sovrastante il Parco di Balai non è più Zona H, cioè a integrale tutela ambientale, e torna a essere una “C1” dove è possibile edificare. Il Tar, su ricorso presentato dall’impresa «Efisio Batteta Costruzioni» ha infatti annullato la delibera comunale che 11 anni fa aveva istituito il vincolo ambientale.
La vicenda era iniziata a nel dicembre del 1996, quando l’aministrazione comunale aveva predisposto un primo vincolo su tutta l’area che dalla zona dell’ostello arruva fino all’ex Quadriflor, e questo nonostante quasi tutti i proprietari delle aree avessero già presentato un progetto edilizio.
La più colpita era però l’impresa Batteta che in quell’area aveva effettuato un investimento consistente. Nel febbraio del 2000, il consiglio comunale approvò una delibera subito inserita nella variante definitiva al piano regolatore di Porto Torres, atto che però doveva essere completato con la redazione dei piani particolareggiati da approvare entro il 2005. Cosa che non è mai avvenuta e che ha facilitato il lavoro dei legali della «Efisio Batteta Costruzioni».
Nel frattempo non erano mancati i momenti di attrito fra l’impresa e all’mministrazione comunale a causa di alcuni automezzi da lavoro parcheggiati in un’area recintata di proprietà dei Batteta, proprio a finaco all’allora costruendo ostello della gioventù. Opera che nel frattempo è stata terminata ma non è ancora entrata in funzione nonostante sia stata affidata, previa gara d’appalto, a un privato.
Ma la sentenza del Tar della Sardegna, depositata in cancelleria lo scorso 14 aprile, apre un importante risvolto nella causa intentata sempre dell’impresa edile nei confronti del comune davanti ai giudici del tribunale civile di Sassari relativa alla valutazione economica dei terreni ora nuovamente edificabili. Nel corso degli anni si è infatti provato a raggiungere un accordo extragiudiziario fra comune e impresa Batteta, i rispettivi punti di partenza erano lontanissimi: l’amministrazione municipale considerava quella una Zona H, cioè a bassissimo valore economico, mentre l’impresa sostiene che al momento dell’esproprio “di valore” (Batteta non ha mai perso la proprietà dell’area) quella era una zona C1, destinata cioè all’edilizia residenziale.
Una differenza enorme, in termini economici, spazzata via dal Tar della Sardegna che annullando quella delibera del consiglio comunale ha di fatto restituito, e rese concrete, le volumetrie a tutti i possessori di quei terreni.
Per il comune, poi, la sentenza è una sorta di ostacolo insormontabile poichè anche se dovesse reiterare l’esproprio di valore, dovrebbe sborsare una decina di milioni di euro. Anche su questo fronte l’impresa Batteta aveva aperto un contenzioso con l’amministrazione comunale, contenzioso che adesso decade con la sentenza dei giudici amministrativi.
Resta invece ancora aperta la questione relativa al mancato guadagno d’impresa, per quale è ancora in corso il procedimento giudiziario sempre davanti ai giudici del tribunale civile.
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