Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Lavatrici ed eternit nelle campagne è emergenza rifiuti
23/04/2011
autore: BARBARA MASTINO
SEGNI DI INCIVILTÀ
OZIERI. È ancora emergenza rifiuti nell’agro di Ozieri: un problema grave, le cui colpe sono da imputare allo scarso senso civico di alcuni cittadini. E non si tratta solamente, o per forza, dei cittadini di quei rioni. Capita spesso che molte persone preferiscano gettare rifiuti ingombranti e speciali nei cassonetti dell’agro invece di conferirli direttamente all’Ecocentro di Donnighedda.
Lontano dagli occhi e lontano dal cuore, come si suol dire. L’ultimo caso segnalato riguarda Binzas de Mela, dove anche in questi giorni si è assistito a un accumularsi incontrollato di ciarpame di ogni tipo, dentro e fuori dai raccoglitori: pneumatici, vetro, lamiere, persino carcasse di galline, una vecchia cucina a gas e addirittura - e questo è allarmante - lastre di eternit. Non è mancato l’intervento degli operatori della Logudoro Ambiente, che hanno prima differenziato i rifiuti e poi li hanno smaltiti in discarica. Giovedì i cassonetti sono stati spostati in un altro punto della strada, meno nascosto, ma il problema non è stato eliminato. È sicuro, infatti, che fra pochi giorni il desolante scenario si ripresenterà tale e quale. La «questione cassonetti» è stata più volte dibattuta anche all’interno del consiglio comunale. In diverse occasioni consiglieri di tutti gli schieramenti hanno segnalato la necessità di far sparire del tutto i cassonetti, lasciando la raccolta dei rifiuti legata unicamente al porta a porta o al conferimento diretto in discarica da parte dei cittadini. Che però in alcuni casi sono «pigri», per non dire altro. Spesso è più facile nascondere la polvere sotto il tappeto invece di spazzarla via. Ma qui purtroppo non si tratta di polvere: è impossibile non vedere una cucina a gas in mezzo alla strada, soprattutto se la via in questione, benché in agro, è percorsa tutti i giorni dalle centinaia di residenti che vivono nelle campagne di Ozieri. Binzas del Mela, appunto, ma anche Monte Inni, Monte Littu, Rizzolu e via dicendo. L’affaire cassonetti è spinoso: alcuni cittadini dicono che il vecchio sistema era migliore dell’attuale porta a porta. La storia - ovvero le nuove norme improntate a una gestione razionale dei servizi, mirata alla tutela dell’ambiente - dà loro decisamente torto. Ma sino a che ci saranno i cassonetti ci sarà chi vi butterà dentro di tutto, in barba alle norme e alle salatissime sanzioni che vengono comminate ai trasgressori. Se scoperti. Gli ultimi cassonetti «resistono» nell’agro per questioni organizzative: pare che il problema principale sia che la società di gestione non dispone di personale sufficiente per coprire tutte le aree con la necessaria capillarità. In realtà è un problema generale: le carenze del servizio sarebbero sopportabili se vi sopperisse il senso civico dei cittadini. Ma non si può entrare nella testa della gente, e le cose non potranno cambiare sino a che tutti gli ozieresi non si renderanno conto che il piccolo sforzo della raccolta differenziata e del conferimento adeguato dei rifiuti speciali è un investimento per il futuro: per la propria salute e per quella dell’ambiente.
Chiavi di questa notizia: Ambiente