Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Via libera a Janas, maxivillaggio di Mazzella

22/04/2011

autore: ANTONELLO SECHI

TURISMO E CEMENTO IN OGLIASTRA
Ok del Comune di Tortolì ai 210mila metri cubi: 100 milioni di euro per 1700 posti letto

TORTOLÌ. Giorgio Mazzella taglia il traguardo. Tortolì, ieri, gli ha «restituito» - o «regalato» secondo l’ex sindaco Lepori - i 30mila metri cubi che portano il suo Progetto Janas oltre quota 210mila. Ora - dice il tycoon ogliastriano - il maxi investimento da 100 milioni di euro può partire.
 Giorgio Mazzella, nel gran giorno, si muove al mattino. Il consiglio comunale è al pomeriggio, ma lui alle 11 è già nell’ufficio del sindaco Mimmo Lerede, che dall’anno scorso guida il Comune con una maggioranza di centrodestra. L’esito del voto è ormai certo, e Mazzella, insieme alla moglie Angela Scanu - fisico da modella, e determinazione imprenditoriale pari a quella del marito - può sbilanciarsi: «Entro l’estate - dice, rispondendo a una specifica domanda - contiamo di poter avviare i cantieri».
 Giorgio Mazzella, presidente della Banca di credito sardo e patron della tivù Sardegna 1, è anche il titolare di un impero turistico: oltre 4000 posti letto per vacanzieri medio-alti tra Tortolì e Villasimius, con strutture come l’Arbatax Park resort (che mette insieme Villaggio Telis, Cala Moresca, hotel Monte Turri, centro benessere e Parco Bellavista), il Timi Ama Resort, il Capo Boi e altri. Un impero che adesso potrà ampliare con il via libera a uno dei più grossi complessi turistico-immobiliari di questi anni. Da costruire su 16 ettari a due passi dal mare (che non si vede), per lo più pianeggianti e degradati, confinanti con il villaggio cartiera, con la vecchia ferrovia che li divide dall’ex Intermare e, dall’altro lato, con le fitte lottizzazioni di Porto Frailis. E con una parte degli edifici prevista nel lato opposto al mare di Capo Bellavista, il punto più sensibile (ma comunque fuori dalla linea del Piano paesistico) che ospita, oltre al Telis e al Cala Moresca, la villa di Mazzella e un singolare parco con cinghiali, mufloni, cervi, asinelli, capre sarde, zebre, struzzi.
 Case albergo vacanze, multiproprietà e abitazioni tradizionali intorno a un borgo dove Mazzella immagina negozi e botteghe dove gli artigiani ogliastrini realizzano e vendono i loro prodotti agli ospiti: ecco il Progetto Janas, oltre 1700 posti letto che raddoppiano quelli dell’Arbatax Park. Un progetto integrato premiato a destra e manca - rivendica l’imprenditore - e che altri vorrebbero: a Elmas o a Santa Maria Navarrese, per esempio. «E che è piaciuto a tutti - sottolinea - sia nel centrodestra che nel centrosinistra». E ha ragione. Perché se è vero che il primo ok (nel 2004) e l’ultimo (ieri) gli sono stati dati da sindaci di centrodestra, è anche vero che l’Intesa che dà il vero via libera a Janas porta la firma di un Comune e di una Provincia guidati da sindaco e presidente del centrosinistra (Marcella Lepori e Piero Carta) e da Carlo Mannoni, vice di Renato Soru alla Regione. Tutti d’accordo. Anche su quel 25% di multiproprietà e quel 40% di case private che fanno storcere il naso a chi, più che un progetto turistico ci vede un investimento immobiliare. MA con la cartiera chiusa, con il polo nautico ridimensionato dall’addio di Azimut, con l’ex Intermare che non si sa fino a quando vorrà produrre piattaforme petrolifere da queste parti, Janas sarebbe uno sfogo importante per l’edilizia ora in crisi. In aggiunta, ovviamente, ai 1700 nuovi posti letto turistici che si sommeranno ai 2600 attuali. Chi può dire di no?
 Tutti d’accordo. Tranne che su quei 30mila metri cubi «restituiti», o «regalati», ieri. Secondo Mazzella e la giunta Lerede, erano stati «sfilati» proditoriamente dal progetto con l’adozione del Puc, nell’aprile del 2010 (pochi mesi dopo l’Intesa), da un centrosinistra ridotto all’osso da una serie di dimissioni. Secondo Marcella Lepori, invece, il Puc ha preso atto del «taglio» dei metri cubi previsto proprio dall’Intesa e dunque quello di ieri è stato «un regalo». Mazzella, in ogni caso, ha minacciato una richiesta danni all’amministrazione comunale. Con un ultimatum: fine aprile. Mimmo Lerede ha chiesto un parere legale a una coppia di rilievo: i docenti universitari Filippo Lubrano e Giampaolo Marchi. Risposta: ridate a Mazzella i 30mila metri cubi. I due prof, peraltro, hanno tolto Lerede da un altro imbarazzo: imprenditori e proprietari terrieri di Tortolì mugugnano perché Mazzella incassa da solo il 20% della cubatura attualmente edificabile. «L’Intesa firmata dalla Lepori ci obbliga a dire sì», ha potuto dire a più riprese il sindaco, ribadendo però che lui è sempre stato favorevole a Janas. Ieri, tuttavia, ha aggiunto: i metri cubi dati a Mazzella verranno recuperati con il nuovo Puc che presenterà la sua amministrazione. Sarà basato su una previsione di crescita della popolazione fino a 18mila abitanti, anziché fino a 14mila. La questione, in ogni caso, non riguarda più Mazzella. Lui ricorda che a Tortolì, in fondo, c’è tornato perché i suoi concittadini l’avevano accusato di aver trasferito i suoi interesi a Cagliari. Ora che ha ottenuto ciò che chiedeva, dice, in quattro mesi presenterà i progetti esecutivi e allestirà i cantieri.

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