Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Finanziamenti col contagocce e ritardi, le bonifiche delle ex miniere aspettano
21/04/2011
autore: ERMINIO ARIU
L’Igea ha avviato la messa in sicurezza solo di pochi territori: il caso della zona umida di Sa Masa
IGLESIAS. Un’area che potrebbe diventare un gioiello da offrire al turismo: dalla palude Sa Masa fino a Furtei passando per Nebida, Masua, Campo Pisano, Buggerru, Fluminimaggiore, Ingurtosu e Montevecchio è un territorio che però deve essere bonificato. L’Igea, la società pubblica a cui è stato affidato l’incarico sta intervenendo con l’avvio di cantieri per la messa in sicurezza dei bacini sterili e per la caratterizzazione dei terreni contaminati dai metalli pesanti. Obiettivo? Bonificare quelle colline piene di veleni. Gli interventi più consistenti, dal punto di vista economico, riguardano la palude Sa masa e il cantiere di Masua: dopo che le società minerarie, nei secoli, hanno rilasciato milioni di metri cubi di spazzatura industriale rilasciata dagli impianti di flottazione e dalla sala elettrolisi di Monteponi. Gli abitanti di Gonnesa e di Iglesias reclamano però interventi più celeri per dare slancio al turismo nella costa del Golfo del leone. Ma si lavora secondo le disponibilità delle risorse che Igea riceve dalla Regione e con l’apertura di cantieri operativi. Stanno proseguendo i lavori di messa in sicurezza dei bacini sterili di San Giovanni, si rimodulano scarpate e la cementazione dei canali di raccolta delle acque. A Monte Agruxau, con una spesa di due milioni e mezzo di euro è stato ultimato lo scavo delle canalizzazioni. L’ex impianto elettrolisi di Monteponi pretende invece una spesa di oltre 5 milioni di euro per la raccolta dei rottami di amianto compatto e di terra contaminata da metalli pesanti. «E’ stato completato - ha spiegato Giovanni Battista Zurru, presidente di Igea - il monitoraggio e la campionatura della palude Sa Masa grazie ai finanziamenti della legge 426 del 1998. Il piano è stato inoltrato all’ente di controllo provinciale ed all’Arpas di Portoscuso per le attività di controllo. Ed è stato un lavoro complesso perché gli interventi che seguiranno dovranno essere adatti al recupero produttivo del territorio. Il problema delle bonifiche, a parte la complessità delle procedure, investono vari enti che devono valutare gli interventi. Oggi il concetto di bonifica è anche quello di riutilizzo delle aree. Nella fase finale di bonifica devono trovare spazio e conforto le esigenze abitative, commerciali, turistiche ed artigianali per uno sviluppo armonico. Sa Masa è l’area che presenta maggiori problemi e difficoltà e occorre assegnare all’area particolari attenzioni». Per il presidente di Igea i primi interventi di bonifica dell’area umida potranno aver luogo a breve sempre che gli enti preposti alle verifiche e alle autorizzazioni, mettano il timbro. Quanto a Masua la decisione spetta alla Regione, perché occorrono risorse finanziarie importanti. Tutta l’area è cosparsa di discariche, di bacini artificiali, di rottami e di gallerie dove in passato sono stati occultati materiali inquinanti.
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