Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Riapre la spiaggia della Renaredda
21/04/2011
autore: Pinuccio Saba
INQUINAMENTO DOPO LA MAREA NERA
Invece sono iniziati i sondaggi e gli esami nell’arenile delle Acque Dolci
PORTO TORRES. Da ieri anche la spiaggia della Renaredda è nuovamente agibile. Il sindaco Beniamino Scarpa ha infatti revocato l’ordinanza che vieteva l’accesso e la balneazione, come aveva già fatto per le spiagge di Balai e dello Scoglio Lungo, ordinanza che si era resa necessaria dopo lo sversamento a mare di cinquanta tonnellate di olio combustibile dal terminal dell’E.On, al porto industriale. Restano invece ancora interdette le spiagge delle Acque Dolci.
Nei giorni scorsi il Comitato di vigilanza e coordinamento regionale in materia di idrocarburi ha stabilito che la spiaggia non rientra fra quelle che dovranno essere sottoposte a caratterizzazione. Carotaggi che, invece, sono iniziati ieri mattina nel litorale delle Acque Dolci. La spiaggia di La Renaredda non è, invece, nemmeno stata inserita nel piano di caratterizzazione, poiché la società incaricata della rimozione del materiale inquinante aveva asportato solo esigue porzioni di catrame, spiaggiato in passato e non in seguito all’incidente di Fiume Santo.
Questi dati sono emersi durante la conferenza di servizi dello scorso 13 aprile, convocata a Cagliari dalla presidenza della giunta regionale dal Comitato di vigilanza e coordinamento regionale in materia di idrocarburi.
Durante la riunione è stato approvato il Piano di caratterizzazione ambientale dell’area marino-costiera compresa tra Balai e Punta Tramontana.
«Ho revocato il divieto di accesso all’arenile della Renaredda, perché nel corso della Conferenza di servizi non sono stati rilevati per quella parte di litorale elementi che rimandano a fenomeni di inquinamento dovuti allo sversamento di olio combustibile dalla termocentrale - ha detto il sindaco Beniamino Scarpa -. Mi auguro che la fase di caratterizzazione delle altre spiagge si concluda velocemente e che i riscontri siano positivi, in modo da restituire al più presto tutta la costa ai cittadini e agli operatori turistici».
Lo sversamento dell’olio combustibile dello scorso mese di gennaio aveva risparmiato gran parte del litorale di Porto Torres grazie al gioco delle correnti e del vento (la sera dell’11 gennaio soffiava vento di ponente) che aveva portato l’olio combustibile sulle spiagge fra Platamona e Marritza.
Il maltempo e il maestrale dei giorni successivi avevano fatto spiaggiare quantità limitate di olio soprattutto lungo l’arenile delle Acque Dolci, niente di paragonabile a quanto accaduto a Platamona e Marritza ma l’inquinamento aveva sfiorato anche le spiagge del Parco Nazionale dell’Asinara.
La pericolosità della sostanza aveva però indotto il sindaco a firmare l’ordinanza di interdizione alle spiagge che per adesso resta in vigore solo alle Acque Dolci e nella spiaggetta di Farrizza.
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