Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Piano casa, altri sei mesi

20/04/2011

Consiglio. Passa la proposta di Sanna (Fli), critiche bipartisan alla legge 4
Approvata la proroga per le autorizzazioni edilizie

Il Consiglio regionale, con 38 voti favorevoli, 22 contrari e un'astensione, ha approvato ieri la legge che modifica i termini di attuazione del Piano casa, la legge 4 del 2009. In sintesi, ci saranno altri sei mesi di tempo per la presentazione delle comunicazioni di inizio e di fine lavori, originariamente fissate in 18 e 36 mesi dall'entrata in vigore della norma. Il Consiglio aveva precedentemente respinto (41 no, 22 sì, un'astensione) un emendamento con il quale il gruppo Sel-Comunisti-Indipendentistas avrebbe voluto abrogare l'intero insieme di norme. La legge, primo firmatario della proposta il presidente della commissione Urbanistica Matteo Sanna (Udc-Fli), modifica il cosiddetto Piano casa nella parte che, riguardo la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, disciplina la semplificazione delle procedure amministrative. In particolare, come detto, prevede una proroga di sei mesi al termine del primo maggio 2011 per la denuncia di inizio lavori. Per l'opposizione le domande presentate sono pochissime: «Legge fallimentare». Sulla legge 4, prossima al passaggio in Giunta per le modifiche, pesanti critiche da un consigliere di maggioranza, Nanni Campus (Pdl): «È una pessima legge, serve una nuova stesura più equilibrata e migliorativa per i cittadini, i piccoli imprenditori e gli artigiani e non, come è adesso, a vantaggio di imprenditori senza scrupoli e palazzinari». LE REAZIONI Matteo Sanna disegna lo scenario: «La legge ha già ottenuto i primi effetti positivi sull'economia locale. La proroga di 6 mesi consentirà a chi non è riuscito a usufruirne di avere ancora del tempo, intanto approfondiremo in Commissione le problematiche della legge 4». Soddisfatto Edoardo Tocco (Pdl): «Ora numerose famiglie disagiate che non possono permettersi di acquistare una casa, potranno usufruire dell'opportunità di avere un tetto, ad esempio, ampliando e risanando gli edifici esistenti». Per il capogruppo del Pdl, Mario Diana «l'opposizione perde tempo», mentre «è chiaro che noi non siamo quelli che vogliono cementificare le coste e lo abbiamo dimostrato». Gian Valerio Sanna (Pd) sottolinea: «I numeri parlano chiaro: le domande presentate con il Piano casa sono state 8500, pari all'1,3 per cento del patrimonio edilizio, dati che evidenziano che la legge non ha avuto i risultati sperati». Critiche da Adriano Salis (Idv): «La crisi del comparto edile non si supera con queste norme pasticciate». Per Giulio Steri (Udc-Fli) «dobbiamo lavorare in Commissione per garantire una casa alle classi disagiate». Contrario Chicco Porcu (Pd) che ha definito la legge 4 «un grande inganno, perché la continua volontà della maggioranza di delegiferare ed eliminare le regole per rilanciare il comparto economico è stata smentita dal risultato del Piano casa».

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