Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Rifiuti, la Regione intima: da luglio il secco al Cacip

20/04/2011

autore: G. F. N.

Il trasferimento all’inceneritore di Macchiareddu farà salire la Tarsu

CARBONIA. Prima un finanziamento di sei milioni per la realizzazione dell’impianto di pretrattamento dei rifiuti non riciclabili. Poi un altro per la realizzazione di una seconda linea nello stesso impianto, per la trasformazione della frazione umida in compost.
 Due operazioni che hanno portato l’amministrazione comunale a bandire la gara d’appalto per la concessione definitiva del servizio di gestione degli impianti, mettendo a base della gara, per l’offerta, un monte rifiuti di circa 30 mila tonnellate annue e un periodo contrattuale di due anni. Invece, ecco arrivare la sorpresa: la Regione ha comunicato al Comune che da luglio i rifiuti dell’area di raccolta del bacino che fa capo alla discarica di Sa Terredda, e quindi quelle dell’intero sulcis iglesiente, dovranno essere conferite al Cacip. Non solo. con la comunicazione è arrivata anche una diffida: «l’eventuale accettazione, da parte dello stesso comune, di secco residuo prodotto dai comuni della Provincia Carbonia Iglesias, a partire dal 1 luglio costituirà gestione non autorizzata di rifiuti a meno di fuori servizio del termovalorizzatore». Una decisione, quella della Regione, che rischia di costare caro alla popolazione del bacino di raccolta. In pratica, per salvare il termovalorizzatore del Cacip, che ha necessità di grosse quantità di immondizie per lavorare senza perdite, si scaricano i costi necessari sui cittadini di Carbonia e del territorio. Se infatti saranno risparmiate le somme derivanti dall’impianto di pretrattamento di Carbonia, e di conferimento in discarica, occorrerà pagare l’impianto di termovalorizzazione, con una somma che pare superiore a quella spesa in loco, e in più saranno da coprire le spese di trasporto. I conti in questo caso si basano su esperienze già vissute: l’amministrazione comunale di Carbonia ha speso, quando è stata costretta a trasferire le immondizie a Cagliari, una somma media di diecimila euro al mese. Che dovrà ora essere caricata, ovviamente, sulle bollette Tarsu dei cittadini. L’aumento complessivo, insomma, sarà di almeno 120 mila euro, a cui saranno da aggiungere eventuali costi aggiuntivi rispetto al trattamento delle immondizie nella discarica di Sa Terredda a Carbonia. Si ripete, per Carbonia e l’intera area della provincia, quanto già era accaduto nel Medio Campidano.
 L’aumento delle bollette per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti colpirà tutte le famiglie.

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