Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

La malattia cronica di un Piano paesaggistico che invita a costruire

20/04/2011

autore: Giorgio Todde

L’ATTACCO ALL’AMBIENTE

Le “battaglie” per sottrarre i luoghi alla voracità sviluppista non sono finite perché non sono esauriti i luoghi. C’è ancora tanto da distruggere. Così, con lo scopo di giungere alla soluzione finale dell’Isola si è attivato l’altoforno regionale detto «Sardegna Nuove Idee» per la revisione del Piano paesaggistico. In sostanza il gruppo di «Sardegna Nuove Idee» coltiva un’idea nuova di zecca, mai sentita prima in Sardegna: costruire, costruire, costruire. E meglio sarebbe stato battezzarlo «Sardegna Vecchia, Ossessiva Idea».
Tutti ricordiamo il funesto Piano Casa, quello che oggi puzza di incostituzionalità. Quel Piano - un distributore di premi di cubatura e di deroghe alle norme - è stato recentemente smontato dal tribunale amministrativo che con una limpida ordinanza ha interrotto la costruzione di suite in riva al mare nella già svillaneggiata Costa Smeralda. Ma a partire dal maldestro Piano Casa i maestri regionali del Nuovo Pensiero stanno “costruendo” una creatura malata che chiamano nuovo Piano Paesaggistico della Sardegna.
 Il nuovo Ppr bricolage apparirà a breve, anche se deforme, nella culla della Giunta Regionale. La velocità è basilare per gli strateghi di Nuove Idee. Una guerra lampo. Il cuore oltre l’ostacolo.
 Quindi rivedremo tra poco missili legali, non tutti intelligenti, e sentiremo bombe giuridiche, perché tenteranno, ad esempio, di cancellare la tutela, magari incominciando proprio dall’articolo 49 del Ppr, quello che, per intenderci, protegge oggi Tuvixeddu e innumerevoli altri beni. D’altronde cosa attendersi da chi voleva permettere, con il fallimentare Piano Casa, di costruire nella fascia sacra dei trecento metri? E tutto in nome della “facilitazione”, ossia quel processo di “levigatura” delle leggi, tanto limate che alla fine non ne resta niente. Troppe leggi, troppe difficoltà, dicono. C’è perfino un ministero facilitatorio e ci saranno assessori alla facilitazione.
 Ma i facilitatori di “Sardegna Nuove Idee” non potranno spiegare la mancanza dell’intesa preliminare tra Stato e Regione per la revisione del Ppr. Si chiama “copianificazione”, una parola che per un “facilitatore” è come l’aglio per i vampiri. Vedremo di che tempra è fatto il “facilitatore” che dovrà costruire un Ppr a partire da un Piano Casa che barcolla. E vedremo che razza di Piano paesaggistico sarà quel Piano contro natura che invece di seguire lo spirito del Codice Urbani, nato per la tutela del paesaggio, agirà in senso opposto, allentando la tutela, svuotando e eliminando norme. Una bizzarria giuridica che verrà punita dai giudici.
In alternativa qualcuno di “Sardegna Nuove Idee” potrebbe decidere che se non si riescono a cancellare i vincoli allora si cancellano i beni vincolati. Un colpo di genio. Questo catalogo “facilitato” dei beni protetti sarebbe una “Nuova Idea” luminosa per avvilire la Sardegna con altro cemento. Facile, facile.
 Ma per ogni professione ne nasce una opposta. Così, appena comparsi i “facilitatori” noi ci siamo iscritti all’albo di chi riconosce invece la complessità delle cose.
 Il nascituro Ppr, vedrà la luce, se la vedrà, con i cromosomi così malati che non resisterà neppure al primo ricorso, neppure alla prima obiezione. Il Ppr neonato capirà presto che il mondo non è per niente facile. Anzi, è una roba complicata. Un gran numero di persone che ama il suolo sul quale vive e lo difende da “quelli del sì a tutto” avverserà con le armi delle leggi un Ppr afflitto da malformazioni giuridiche sin da quando era nell’utero della Giunta. Tanto gravi che, prevedono medici e giuristi, non se la caverà.

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