Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Platamona, mercoledì inizia il check-up
17/04/2011
autore: LUIGI SORIGA
La caratterizzazione è a tappe: si comincia da Porto Torres e dalla Rotonda, per liberare le spiagge più frequentate
Tre prelievi ogni 100 metri, esito in 7 giorni e poi revoca dei divieti d’accesso
SASSARI. Due mesi buttati al vento, e adesso una lotta contro il calendario. Mercoledì inizieranno le opere di caratterizzazione del litorale inquinato, migliaia di prelievi, 14 chilometri di costa ridotti a gruviera per determinare a fondo lo stato di salute delle spiagge. Ma dato che l’estate incalza, anche il monitoraggio si adeguerà alla frenesia delle lancette: i tecnici andranno avanti a piccoli step, in modo da rendere subito agibili le porzioni di litorale pulito.
Si comincia da Porto Torres, dove lo sversamento di idrocarburi aveva interessato La Renaredda e Acque dolci. Sono due fazzoletti di sabbia piccoli, che possono essere controllati nell’arco di una giornata. Lo staff della Lithos, la società di consulenza ambientale che collabora da anni con E.On, si è dotata di un quad con carrellino per il trasporto dei campioni, di diversi tubi in pvc per i prelievi e ha già preso accordi con tre laboratori per velocizzare le analisi.
La caratterizzazione funzionerà in questo modo: i punti di sondaggio sono stati già individuati sulle carte, e le coordinate sono riportate su gps. Si trovano a una distanza di 100 metri l’uno dall’altro, e in ogni area di prelievo vengono scavate tre buche. La sabbia da campionare si trova a mezzo metro di profondità, e lo stesso giorno in cui viene asportata, viene anche consegnata al laboratorio. In media la Lithos prevede di portare ad analizzare una ventina di campioni al giorno. Per estrarre le eventuali tracce di idrocarburi occorrerà circa una settimana, dopodiché la stessa sabbia e gli esiti di laboratorio verranno consegnati anche ai tecnici dell’Arpas e i riscontri verranno confrontati. Nel caso il materiale non risultasse contaminato, allora la Regione potrebbe dare il via libera al riutilizzo immediato del tratto di costa pulito, e i sindaci potrebbero revocare con una delibera i divieti di accesso. Dopo Porto Torres sarà la volta della Rotonda e del secondo pettine, e gli interventi dovrebbero coprire l’arco di due giornate. Non ci saranno sondaggi durante le festività pasquali, visto che le porzioni di spiaggia interessate devono necessariamente essere deserte. Per gli altri giorni, a presidiare gli accessi e far rispettare l’interdizione al pubblico, saranno mobilitati i vigili urbani, le guardie forestali o i barracelli.
Le prospettive, secondo i tecnici della Lithos, sono buone. Nel senso che il 95 per cento della costa non dovrebbe presentare segni di inquinamento. Anche in una recente rilevazione effettuata dagli operai con un sensore di idrocarburi, la sabbia è risultata incontaminata. Invece da Porchile sino a tutta Marritza lo scenario è ben diverso, perché il catrame si è depositato nello strato di ciottoli ed è stato finora impossibile rimuoverlo con una pulizia superficiale. Le tute bianche della Verde Vita continuano a trovare sassi sporchi di idrocarburi e la fase successiva delle bonifiche, in questo segmento di arenile, sarà necessaria. Ciò significa che l’agibilità estiva di Marritza e Porchile è a rischio. E questo è un vero peccato, soprattutto alla luce del tempo perso tra la fase dell’emergenza e il via libera al piano di caratterizzazione. Il progetto era pronto da fine febbraio, ma per trovare un accordo sulle competenze e concordare una data per la conferenza di servizi, il Ministero, la Regione, la Provincia e i Comuni ci hanno impiegato due mesi.
Chiavi di questa notizia: Inquinamento