Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Trincas: «Capo Frasca come Quirra»

16/04/2011

autore: Simonetta Selloni

L’assessore provinciale segnala l’incremento di tumori alla tiroide

ORISTANO. Poligono militare di Capo Frasca: 1416 ettari di estensione, 25 chilometri di sviluppo costiero all’estremo lembo sud del golfo di Oristano. Nelle comunità che vi si affacciano, sarebbero in crescita i tumori: linfomi e della tiroide. Capo Frasca come Quirra? Se lo chiede l’assessore alla Sanità della Provincia Alessandro Murana, che ha chiesto all’assessorato regionale alla Sanità una indagine epidemiologica. Sarebbe ora: visto che né la Asl 6 di Oristano né la Asl 5 di Sanluri hanno mai istituito un registro tumori.
 E se a febbraio il consiglio comunale di Arbus (comune dirimpettaio del poligono) aveva visitato l’area, con conseguente incontro e rassicurazioni sulla mancata presenza di uranio impoverito da parte dei vertici militari, a sollevare il problema in consiglio provinciale è stato il consigliere sardista (ec ex sindaco di Cabras) Efisio Trincas. Trincas, che è anche un medico, ha in una interrogazione sostenuto che che nei territori dove il poligono insiste si stanno verificando alte percentuali di casi di tumore alla tiroide. Il dottor Trincas parte da alcuni dati di fatto. «Se è preoccupante che la Provincia di Oristano non abbia un registro dei tumori, ci sono comunque le testimonianze dei medici di base. Che parlano chiaro, sull’aumento dei casi di tumore in quelle zone riferiti agli ultimi 15-20 anni. Bisogna capire se vi sia un nesso causale tra questi aumenti e le attività militari che si svolgono a Capo Frasca». Secondo Trincas a Capo Frasca sarebbe stato utilizzato uranio impoverito anche nelle esercitazioni a mare. La sua caratteristica (peso specifico molto alto), ne faciliterebbe il deposito nei fondali e, attraverso le correnti, lo spostamento verso aree ricche di cozze e mitili, il cui largo consumo è una caratteristica dell’oristanese. Una contaminazione solo teorica, ma la richiesta che si compiano accertamenti sembra pressante anche dopo l’avvio dell’inchiesta su Quirra.
 L’assessore Murana ha quindi interpellato le Asl competenti per territorio. Una (quella di Sanluri), che non ha nemmeno ritenuto fosse il caso di dare una risposta. Più articolata la posizione della Asl di Oristano: non c’è il registro tumori, presupposto per poter rilevare una eventuale anomala incidenza di tali patologie, ma un semplice registro delle morti «che presenta però percentuali di errore elevate in relazione alle cause». Un certificato di inattendibilità. E allora «intervenga la Regione, non vogliamo destare allarme sociale ma fare una verifica». E già che ci siamo, ha suggerito l’assessore Murana al collega regionale Liori, sarebbe il caso di valutare l’opportunità di estendere anche all’area di Capo Frasca l’indagine epidemiologica che la Regione avvierà nel territorio dove insiste il poligono di Quirra.
 Indagini sanitarie, per ora. A Quirra, dopo annii rumors, allarmi presunti e decessi veri, si è dovuta muovere la Procura. Per provare almeno a capire se di poligonite si muore.

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