Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Verifiche sulla sicurezza alla Saras
15/04/2011
autore: GIUSEPPE CENTORE
Dopo la morte dell’operaio l’azienda accetta la richiesta dei sindacati
CAGLIARI. Pierpaolo Pulvirenti ha lasciato la Sardegna ieri sera, con un volo organizzato dalla Saras, ed è arrivato poco prima delle 21 nella sua Catania.
L’operaio di 23 anni è morto martedì dopo alcune ore di agonia, a seguito dell’incidente di cui è rimasto vittima con due suoi colleghi. Ieri il medico legale Roberto Demontis, incaricato dal sostituto procuratore della Repubblica che svolge le indagini, Emanuele Secci, ha svolto alla presenza dei periti delle parti (la famiglia della vittima e i due indagati) l’autopsia sul cadavere; la morte è sopraggiunta per arresto cardiocircolatorio, probabilmente a seguito di complicazioni polmonari dovute all’inalazione di un gas venefico, in questo caso l’idrogeno solforato.
Per averne la certezza bisognerà comunque attendere l’esito degli esami tossicologici. Il medico legale ha prelevato anche anche alcuni tessuti ora analizzati in laboratorio. Gli esami tossicologici e gli altri accertamenti saranno completati entro giugno e solo dopo il medico legale consegnerà la sua perizia al magistrato, che invece leggerà ben prima sia i primi rapporti con l’esame dei testimoni fatti dai carabinieri, che le relazioni dei tecnici del Ris dell’Arma che hanno fatto i rilievi subito dopo l’incidente.
Dopo il silenzio e il dolore, ieri è stata la giornata del confronto tra azienda e sindacati. La Saras ha di fatto accettato la forte e decisa richiesta dei sindacati di istituire una commissione paritetica sulla sicurezza che verificherà le procedure, riscontrerà le eventuali anomalie e cercherà di ridurre al minimo il gap di informazioni sulle attività nei periodi di grandi fermate degli impianti. La commissione sarà formata dai sei rappresentanti della sicurezza della raffineria, da tre delle aziende metalmeccaniche e da tre di quelle edili.
«Questo organismo servirà per evidenziare eventuali situazioni particolari - ha spiegato Mimmo Contu della Cisl di Cagliari -: c’è stata la richiesta dei metalmeccanici di affrontare anche altre questioni che riguardano i carichi di lavoro e dalla settimana prossima ci saranno incontri mirati su questo ed altri argomenti».
Da parte della Cgil si è messo in evidenza il fatto che l’invito sindacale non ha trovato alcun ostacolo da parte dell’azienda. «Sul fatto che lunedì sia fallito un intero sistema di controlli non c’è dubbio; come non c’è dubbio che adesso in fabbrica c’è paura; non ci si fida quasi più l’uno dell’altro, dopo quello che è successo. La commissione paritetica è un primo passo positivo anche se non risolutivo - dice Nicola Marongiu della Cgil cagliaritana - si tratta di allargare la platea di chi si occupa di sicurezza, senza creare sovrapposizioni, soprattutto in quegli impianti che vengono definiti siti confinati, in cui, cioè, insistono lavorazioni diverse». Risulta che sino a ieri il sindacato abbia chiesto a più riprese all’azienda di conoscere sia le caratteristiche delle imprese d’appalto che i loro requisiti, le professionalità e le procedure di lavoro adottate, ma che queste informazioni non venivano fornite da Saras, che si limitava al massimo a fornire i numeri delle persone coinvolte e la tipologia di intervento richiesto. Solo nel caso della costruzione dell’impianto Sarlux, la società committente, Snam Progetti, accolse le richieste di Cgil, Cisl e Uil e fornì una vera e propria radiografia di ogni società impegnata, con tutte le procedure adottate.
«Con l’istituzione della commissione paritetica - affermano il segretario nazionale e quello provinciale Ugl Chimici di Cagliari, Luigi Ulgiati e Mauro Lai - abbiamo fatto un passo importante verso il rafforzamento delle procedure di sicurezza e, quindi, verso la prevenzione di tragedie come quella che si è verificata lunedì scorso». Sull’assenza di un controllo in loco durante le manutenzioni, evidenziata anche da uno degli indagati, Innocenzo Condorelli, direttore tecnico della Star Service, dentro al sindacato è in atto un franco confronto, come testimoniato dallo stesso segretario regionale della Cgil, Enzo Costa. «Si dice che quegli operai forse hanno sbagliato? Ma in quei momenti e in quella lavorazioni gli operai e i tecnici non devono essere liberi di sbagliare. E se così fosse sarei ancor più preoccupato».
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