Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Morte alla Saras, indagati due dirigenti

14/04/2011

autore: ANDREA MANUNZA

n padre della vittima: per mio figlio era la prima volta nell'Isola

«Per mio figlio era la prima volta in Sardegna. Era venuto per lavorare». Purtroppo da questa trasferta Pierpaolo Pulvirenti tornerà a Catania da morto, con al fianco il papà Salvatore e la madre Milena ad accompagnarlo nell'ultimo viaggio verso casa. l due gemtori sono da ormai tre giorni a Cagliari, chiusi in una camera d'albergo e stretti nel dolore che solo chi ha perso un figlio forse può comprendere.
«E' UN DOLORE». Il ragazzo, 23 anni, un impiego sicuro e a tempo indeterminato in una società - la Star Service - che si occupa di manutenzione di impianti petroliferi, ha perso la vita mentre si accingeva a entrare in una colonna dell'impianto Dea 3 della Saras il cui interno doveva essere stato bonificato. Invece, aperto il portello, è fuoriuscito un gas che l'ha fulminato bloccandogli cuore e polmoni. Erano le 19 dell'll aprile. Solo un mezzo miracolo dei medici del118 è riuscito a farlo sopravvivere sino alle 5 del giorno successivo. «E un momento doloroso», spiega il padre con una lucidità invidiabile in una hall deserta, «siamo ancora sotto choc. Ho avuto appena il tempo di prendere i suoi effetti personali e incrociare velocemente i genitori di Gabriele, poi abbiamo ricevuto una busta dai carabinieri il cui contenuto stiamo leggendo ora».
INDAGATI. È la comunicazione ufficiale nella quale sono contenuti anche i nomi dei primi indagati. Per questa tragedia, e per quanto accaduto ad altri due colleghi della vittima (Gabriele Serranò, 23 anni, di Augusta, risvegliato dal coma farmacologico solo ieri mattina, e Luigi Catania, 42, cavatasela con un lieve ferita alla testa), il sostituto procuratore Emanuele Secci contesta l'omicidio colposo e le lesioni a Guido Grosso, direttore della raffineria (sarà difeso dai legali Francesco Onnis e Alfredo Diana), e Innocenza Condorelli, direttore tecnico della società per la quale lavorava Pulvirenti. Un'iniziativa presa per dar modo ai responsabili delle due aziende di partecipare con un proprio consulente agli approfondimenti medici e tecnici al via oggi.
LE ANALISI. Questa mattina infatti nell'istituto di medicina legale del Policlinico di Monserrato è in programma l'autopsia, e per consentire a chi non è parente della vittima di parteciparvi è necessario essere parte in causa. Dunque, indagato. Il consulente del pm è Roberto Demontis, che sarà affiancato da quello dei familiari (Ernesto D'Aloja) e dei dirigenti societari (Antonio Osculati, medico legale di Varese). Saranno effettuati i classici e previsti esami istologici e tossicologici più altri eventuali da valutare al momento. Per i risultati, che dovrebbero accertare quale tipo di gas sia fuoriuscito dalla colonna, serviranno circa tre mesi. Nei prossimi giorni cominceranno anche gli accertamenti tecnici dell'ingegnere Salvatore Gianino, che verificherà le cause della presunta mancata bonifica della colonna. La difesa di Grosso ha incaricato il professore Antonio Viola.
LA TRAGEDIA. Secondo una prima ricostruzione, la squadra della Star Service - nove persone che si dovevano occupare della manutenzione di quell'impianto - stava lavorando intorno alla colonna: ogni operaio aveva il suo compito, quello di Pulvirenti e Serrabò era entrare nella torre. Investito dalla nube di gas, il primo è caduto a terra da un'altezza di circa due metri e il secondo ha perso subito conoscenza. Catania per correre in loro aiuto è caduto a sua volta ferendosi alla testa. l documenti che davano il via libera all'ingresso erano stati compilati. Dunque, di chi sia la responsabilità di una bonifica evidentemente effettuata male - o non effettuata - è ancora da appurare.

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