Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Due indagati per la morte dell’operaio

14/04/2011

autore: Mauro Lissia

TRAGEDIA IN RAFFINERIA I documenti sequestrati potranno chiarire se si è trattato di negligenza
Sarroch, sono i direttori di Saras e Star Service. Giallo sull’ok all’operazione di bonifica

CAGLIARI. Il direttore della raffineria Saras Guido Grosso e il direttore tecnico della Star Service di Catania Innocenzo Condorelli sono iscritti al registro degli indagati con l’ipotesi di omicidio colposo e di lesioni colpose gravi. La decisione, che appariva inevitabile fin dalle prime ore dopo l’incidente di lunedì scorso, è stata formalizzata nel corso della mattinata dal sostituto procuratore Emanuele Secci, titolare dell’inchiesta giudiziaria sulla morte di Pierpaolo Pulvirenti e sulle lesioni riportate dai compagni di lavoro Gabriele Serranò e Luigi Catania.
 Il pubblico ministero continua a seguire il protocollo standard delle indagini sui casi di incidente sul lavoro: il primo passo è l’esame e il sequestro cautelare dell’impianto dove si è verificato, poi si va avanti con l’accertamento tecnico della causa di morte. Ed è proprio in funzione dell’autopsia, che sarà eseguita stamattina dal medico legale Roberto Demontis, che la Procura deve chiamare in causa chi rappresenta ai più alti livelli gerarchici le parti nel procedimento, perchè possano partecipare con legali o consulenti all’accertamento: la Saras entra nell’indagine attraverso il direttore dello stabilimento e la ditta siciliana che ha l’appalto del lavoro di manutenzione in cui erano impegnati i tre operai partecipa col responsabile tecnico. Questo atto preliminare del pm Secci non esclude che nei prossimi giorni, quando il quadro probatorio sarà più vicino alla definizione, la Procura possa indagare altre persone coinvolte nei fatti con livelli di responsabilità diversi. Grosso ha nominato il difensore: è l’avvocato Francesco Onnis, che lo assiste già nel processo in corso davanti al gup Giorgio Altieri per i tre operai morti il 26 maggio 2009. Il legale ha confermato l’iscrizione di Grosso: «Il direttore della raffineria è indagato - ha spiegato Onnis - ma non abbiamo ancora ricevuto l’avviso di garanzia e non conosciamo a quali presunte violazioni delle norme che regolano la sicurezza negli impianti industriali faccia riferimento l’ipotesi accusatoria».
 Questa mattina sarà formalizzata la nomina di Salvatore Gianino all’incarico di perito della Procura: è l’autore della perizia sulla sicurezza che pesa come un macigno sulla posizione dei dirigenti Saras nel procedimento in corso e lavorerà anche stavolta insieme ai consulenti delle parti per verificare se le norme sono state violate e come. Finora si è limitato a compiere un sopralluogo insieme al pubblico ministero e al medico legale: «Posso anche essermi fatto un’idea sulle cause di questo incidente - spiega Gianino - ma al momento sono in attesa della nomina e posso dire che saranno necessarie numerose verifiche e approfondimenti per arrivare a una conclusione».
 Resta il dato di partenza: l’impianto Dea2 doveva essere bonificato a cura del personale Saras, l’impresa Star Service avrebbe dovuto trovare la colonna perfettamente vuota: neppure una traccia di gas. Risulta da documenti, permessi di lavoro e testimonianze che l’intervento di bonifica era stato portato a termine, quindi che gli operai siciliani avrebbero potuto lavorare in sicurezza alla pulizia dei filtri interni. Invece, aperto il ‘tappo’ che introduce al passo d’uomo, Pulvirenti e Serranò sono stati investiti da un getto di idrogeno solforato, una bolla di gas micidiale che ha letteralmente bruciato i tessuti polmonari del primo operaio e ha gravemente colpito il secondo. Mentre il terzo si è procurato una lesione a una gamba nella caduta sul pianerottolo sottostante. Per la Procura si tratta quindi di ricostruire la filiera delle responsabilità, a partire dall’intervento di bonifica dell’impianto. Il magistrato ha già in mano i documenti della raffineria, acquisiti immediatamente dopo il fatto. Poi ci sono i verbali delle testimonianze, altri esami sono in corso in queste ore. Se Secci seguirà la traccia dell’inchiesta nata sull’incidente del 2009 dovrebbe attendere gli esiti delle perizie medico-legale, tossicologica e sulla sicurezza per poi decidere se ed eventualmente a chi estendere le ipotesi accusatorie. Fino a questo momento non è possibile escludere alcuna possibilità, compresa quella della negligenza.

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