Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Quirra, acquisiti i documenti dell’Aeronautica
13/04/2011
autore: VALERIA GIANOGLIO
Trent’anni di storia del poligono negli atti consegnati alla Procura
PERDASDEFOGU. C’è voluto un mese di tempo e la creazione di una commissione interna per rintracciare tutte le carte necessarie, ma alla fine, in queste ore, il comando di Stato maggiore dell’Aeronautica ha consegnato al procuratore di Lanusei Domenico Fiordalisi e al capo della Mobile nuorese, Fabrizio Mustaro, i trent’anni di documenti richiesti sull’attività operativa del poligono di Quirra.
Con una zoomata particolare sui brillamenti di munizioni effettuati al poligono. Perché secondo gli inquirenti potrebbero essere i responsabili dell’inquinamento ambientale, con possibili effetti sulla salute umana e animale, registrato a Quirra in questi tre mesi di indagini. Sempre nelle ultime ore, gli stessi investigatori in trasferta romana al comando di Stato maggiore guidato dal generale Giuseppe Bernardis, hanno sentito a sommarie informazioni anche due ex comandanti del poligono di Perdasdefogu: i generali Alberto Sgrosso e Roberto Gazzetta. L’obiettivo di questa nuova tranche di documenti acquisiti e di persone sentite come testimoni, è anche quello di cercare tracce utili di una esercitazione ritenuta molto importante per l’inchiesta sul poligono. È quella emersa grazie alle rivelazioni del superteste, Giancarlo Carrusci, ex capitano dell’esercito ed ex responsabile tecnico dell’attività operativa a Quirra dal ’77 al ’92.
L’ex ufficiale, un mese fa, aveva raccontato che al poligono era stato sperimentato, per la prima e unica volta, un Kormoran tedesco con testa a uranio impoverito. Si era schiantato sul bersaglio prescelto, un rimorchiatore, e poi era rimasto intrappolato al suo interno, e infine era stato trasportato al porto di Cagliari. La polizia, nelle scorse settimane, tra la base di Decimomannu e quella di Perdas, ha trovato traccia di questa sperimentazione e ha scoperto che in realtà i Kormoran sperimentati dalla ditta tedesca Mbb erano stati due. Solo che uno era finito in fondo al mare, davanti a Porto Corallo e se ne sono perse le tracce.
Le riesumazioni. Su un altro fronte, non meno importante, l’inchiesta di Quirra registra nelle ultime ore anche un deciso passo in avanti sulla delicata questione della riesumazione di venti salme di allevatori tra Escalaplano, Perdasdefogu, Villaputzu e San Vito. La squadra mobile e la Forestale, su disposizione del procuratore Fiordalisi, hanno ultimato le notifiche del decreto di riesumazione ai 75 parenti degli allevatori morti per tumori ritenuti sospetti. Prima di procedere alla riesumazione, il medico legale incaricato dalla Procura di Lanusei dovrà stendere un preciso programma di lavoro, ovvero un piano di prelievo, insieme al consulente del pm che dovrà analizzare i campioni prelevati dai cadaveri per capire se contengono tracce di uranio impoverito: il fisico nucleare, Evandro Lodi Rizzini. Infine, sempre ieri, si registra ancora una volta l’appello del presidente dell’associazione italiana assistenza vittime arruolate nelle Forze Armate, Falco Accame, che da tempo chiede maggiori controlli a tutela dei militari e delle popolazioni. «È ora di fare chiarezza su quanto è veramente accaduto nei poligoni - afferma Accame - e soprattutto vogliamo sapere perché un complesso militare-industriale ha potuto operare per moltissimi anni senza i dovuti controlli da parte delle Aziende sanitarie locali e dei comandi italiani».
Chiavi di questa notizia: Inquinamento