Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Premio del Paesaggio, Carbonia rappresenterà l’Italia
13/04/2011
autore: PASQUALE PORCU
Ieri a Roma la cerimonia ufficiale con l’investitura del comune sardo
CARBONIA. Oltre alle bellezze naturalistiche e all’immenso tesoro enogastronomico, il Sulcis e Carbonia, hanno una carta in più da giocare sul piano delle attrazioni da far valere: quella architettonica.
Il progetto è stato illustrato ieri a Roma durante la cerimonia di premiazione, nella sala “Molajoli” del complesso del San Michele nell’ambito della tredicesima edizione della Settimana della Cultura. La giornata è stata organizzata dalla Direzione generale del ministero del Paesaggio, architettura e arte contemporanea. Alla cerimonia erano presenti anche il vice sindaco Maria Marongiu, il presidente della Provincia Tore Cherchi, il direttore generale del Ministero e i componenti della commissione nazionale che hanno giudicato le 95 proposte italiane, tutte di altissimo livello. Importanti le motivazioni del primo premio assegnato a Carbonia: «Attraverso azioni coordinate di salvaguardia, gestione e pianificazione, promosse dall’amministrazione comunale, sono stati realizzati interventi ed innescati processi che stanno determinando la riqualificazione ed il rilancio dei tratti identificativi della storia e della cultura di questo territorio. Partendo infatti dalla tutela del patrimonio del moderno, rappresentato sia dall’impianto urbano che dall’impianto minerario, il programma persegue la riconversione delle attività estrattive, oramai abbandonate, e la rigenerazione dell’intero sistema socio-economico». Un progetto che secondo la giuria «ha costituito un riferimento importante per l’avvio di una nuova politica per le città di fondazione dell’intera Isola. Il modello Carbonia ha determinato la costituzione di una rete tra realtà analoghe che si è estesa anche all’estero concretizzandosi in protocolli d’intesa per programmi da attivare congiuntamente».
Il progetto, che ha coinvolto istituzioni e università, inoltre «ha fatto della matrice storica della fondazione l’elemento di forza per realizzare le azioni contemporanee. La coesione sociale dovuta all’insediamento originario ed alla relativa comune attività lavorativa degli abitanti è stata organizzata in prassi partecipative sistematicamente utilizzate sia nelle scelte iniziali che nella realizzazione dei singoli interventi».
«E’ un risultato assolutamente straordinario- ha detto il presidente Cherchi - che premia il lavoro di un decennio».
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