Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Inchiesta per omicidio colposo e lesioni

13/04/2011

autore: ANDREA MANUNZA

Sigilli all'impianto, indaga il pm che si occupò dei morti nel 2009

Due anni dopo, si ricomincia. Ancora una volta Emanuele Secci, sostituto procuratore della Repubblica di Cagliari, è costretto a tornare nella stessa raffineria all'interno della quale il 28 maggio del 2009 le agenzie funebri avevano raccolto altri tre cadaveri, altrettanti ragazzi morti montre svolgovano il proprio dovere. Era stato lui, esperto in materia di infortuni sul lavoro, a occuparsi di quella tragedia. E proprio lui, con la collega Maria Chiara Manganiello, ha incriminato cinque dirigenti d'azienda: sono accusati di omicidio plurimo colposo, lundì in Tribunale ci saranno le richieste di condanna.
TRAGEDIA. La storia ora sembra ripetersi. Il pubblico ministero, incaricato delle indagini poche ore dopo la disgrazia, ieri ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e lesioni, al momento contro ignoti. Contestualmente ha disposto il sequestro di quella parto d'impianto sul qualo lavoravano gli operai nel momento in cui è fuoriuscito il gas che ha ucciso Pierpaolo Pulvirenti (23 anni di Catania), intossicato gravemente Gabriele Serranò (23, di Augusta) e fatto cadere da una scala Luigi Catania (42, di Siracusa), cavatasela con alcuni punti di sutura in testa. Il primo è morto all'alba di ieri dopo una notte trascorsa nel reparto di rianimazione doll'ospedale Santissima Trinità di Cagliari, il secondo è ancora in coma farmacologico al Brotzu e l'ultimo invece è già stata dimosso.
INDAGINI. Ieri pomeriggio il magistrato, terminata una requisitoria al palazzo di giustizia, è corso a Sarroch per seguire di persona gli accertamenti da lui stesso disposti e proseguiti fino a sera inoltrata. Carabinieri, Asl e vigili del fuoco stanno cercando di capiro in quale punto si sia verificata la fuoriuscita del gas e perché. I sindacati già poco dopo la disgrazia hanno escluso ogni eventuale responsabilità delle vittime riversandola espressamente sulla Saras, ma gli inquirenti hanno la necessità di raccogliere elementi certi prima di arrivare a una qualunque conclusione. Per questo il pm ha incaricato, o lo farà in queste ore, due consulenti che si occupino dell'autopsia sul corpo di Pulvirenti (il medico legale Roberlo Demontis) e di accertare le cause tecniche che hanno determinato l'eventuale fuoriuscita del gas (l'ingegnere Salvatore Gianino). Analisi, queste ultime, da portare avanti esaminando l'impianto e le procedure adottate per capire se si sia trattato di un errore di manovra o magari di un'anomalia imprevedibile e se la responsabilità sia da addobitare alle vittime, alla Saras o se ci si trovi davanti a un concorso di colpa. Sarà necessario attendore qualche mese per avere le risposte definitive. Inoltre ancora non si ha certezza sulla reale natura del gas: una delle ipotesi è che si tratti di idrogeno solforato, ma solo l'esame sul corpo del giovane operaio - in programma domani - potrà chiarire i dubbi.
INTERROGATORI. Nel frattempo prosegue a ritmo serrato la raccolta delle testimonianze di chi era al lavoro nello stabilimento al momonto dolla disgrazia. Già nelle ore successive all'incidente i carabinieri della Compagnia di Cagliari e quelli della stazione di Sarroch hanno sentito per sommarie informazioni due operai che lavoravano con la vittima. Ieri davanti ai militari sono sfilati numerosi altri lavoratori: gli investigatori devono capire quali siano le normali procedure e come funzionino, quale sia in questi casi la regolare attrezzatura di sicurezza e rilevazione a disposizione degli operai (quella in dotazione alle tre vittime è stata sequestrata) e se al momento della disgrazia fosse presente qualcun altro, tenuto conto che la squadra arrivata dalla Sicilia contava nove persone.
SVILUPPI. Le indagini si preannunciano complesse e lunghe. Inoltre è presumibile ipotizzare che ben presto sul registro degli indagati compaiano i primi nomi, iniziativa necessaria a tutela di tutte le parti interessate: nel momento in cui i consulenti del pm comincoranno le proprie analisi, sarà data anche ad altri la possibilità di parteciparvi con propri esperti. Per farlo, però, si deve essere indagati.

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