Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Morto l'operaio intossicato alla Saras

13/04/2011

autore: ANDREA PIRAS

L'azienda: «Stiamo cercando di far piena luce sull'incidente»

SARROCH. Non ce l'ha fatta, Pierpaolo Pulvirenti, l'operaio ventitreenne di Catania rimasto intossicato, lunedì pomeriggio, da una nuvola di idrogeno solforato mentre insieme ad altri due colleghi, anche loro siciliani e tutti dipendenti dell'impresa d'appalto Star Service, stava svolgendo un intervento di manutenzione in un impianto della Saras sottoposto a fermata programmata temporanea, è morto ieri all'alba, poco dopo le cinque del mattino. Troppo grave il suo stato di salute dopo l'inalazione del temibile gas nervino capace di bloccare il sistema nervoso centrale e dunque fermare cuore e polmoni.
E' accaduto esattamente questo, lunedì verso le 19, dalla colonna dell'impianto Dea 3 quando il getto di H2S ha investito in pieno Pulvirenti e il suo compagno di squadra Gabriele Serranò (anche lui di 23 anni di Augusta), ancora ricoverato al reparto di Rianimazione del Brotzu. Il giovane metalmeccanico non è più intubato e ha ripreso a respirare autonomamente (anche se sottoposto ad alti flussi di ossigeno), ma l'équipe medica diretta dalla dottoressa Alessandra Napoleone non ha ancora sciolto la prognosi e tiene sotto strettissimo controllo il funzionamento dei polmoni.
Sta decisamente meglio, invece, Luigi Catania, 42 anni di Siracusa, rimasto ferito mentre, con sprezzo del pericolo, ha tentato di soccorrere i colleghi. Intanto l'impianto della tragodia è stato messo sotto sequestro dal sostituto procuratore Emanuele Secci, il magistrato titolare dell'inchiesta a cui è stato consegnato il fascicolo aperto l'altra sera dal collega di turno Alessandro Pili. Sono i carabinieri della stazione di Sarroch guidata dal maresciallo Daniele Pettinato e della Compagnia di Cagliari al comando dal capitano Paolo Floris a indagare sulla morte del lavoratoro siciliano. Già l'altra sera e fino a notte fonda i militari hanno sentito i responsabili della sicurezza della raffineria e diversi lavoratori, tra cui altri due operai che lavoravano nella squadra di Puvirenti, Serranò e Catania.
Saranno i militari a ricostruire momento per momento cosa realmente sia accaduto l'altro pomeriggio nella colonna Dea 3 dove stavano operando i lavoratori dell'impresa esterna siciliana Pulvirenti, Catania e Serranò, quest'ultimo figlio di Pietro il capo cantiere.
Si sa che l'impianto era stato bonificato e che tutte le autorizzazioni erano state firmate. La squadra dei manutentori, dunque, poteva iniziare le operazioni, aprire i "passi d'uomo" (i tre ingressi superiore, inferiore e laterale della colonna) per predisporre l'impianto alla manutenzione che sarebbe dovuta avveniro nelle ore successive. Dentro il gas proprio non doveva esserci. Né una piccola, né una grossa bolla di H2s. Che invece c'era, nascosta da qualche parte dentro il "silos". Maledettamente vicina all'oblò che Pierpaolo Pulvirenti ha aperto con la certezza che nulla potesse accadergli. Il getto è stato improvviso e l'ha investito in pieno paralizzandogli nervi, respiro, battito cardiaco. Poi quella bolla ha "ferito" anche l'altro operaio, Gabriele Serranò. Il terzo metalmeccanico, Luigi Catania, è finito giù da una scala ferendosi leggennente al capo mentre si lanciava in soccorso dei suoi colleghi.
Pulvironti e Serranò erano riversi sul pavimento della piattaforma laterale della colonna, trasportati giù in basso sono iniziati immediatamente i primi soccorsi. E' stato Alberto Rombi (della sicurozza Saras) a praticare le prime manovre di rianimazione sull'operaio, prosoguite poi con il personale medico della Saras e delle ambulanze del 118. Il cuore di Pulvirenti ha ripreso a battere dopo venti minuti di silenzio. Facendo rinascere la speranza che il povero metalmeccanico potesse davvero farcela. Ma dopo una notte trascorsa in Rianimazione, al Santissima Trinità, la sua vita è volata via poco prima dell'alba.
«Si sta cercando di capire, non vogliamo e non possiamo entrare nella dinamica dell'incidento che dovrà essere ancora chiarita. Ci sono accertamenti in corso sia da parto della società che da parte della autorità competenti», spiega il direttore delle relazioni esterne, Stefano Filuchi.
Ieri in Sardegna sono arrivati da Catania la madre e il padre del ragazzo, accompagnati da alcuni parenti. Hanno raggiunto Cagliari con un aereo messo a disposizione della Saras. E in città sono anche arrivati Angolo Moratti, vicepresidente della Saras, Angelo Mario e Gabriele, consiglieri d'amministrazione che hanno incontrato i genitori di Pulvirenti.

Chiavi di questa notizia: Attualita