Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Il treno non c'è più, arriva il bus

11/04/2011

autore: ANDREA SCANO

Carbonia. All'origine problemi legati alla vertenza del personale: protesta dei pendolari
Trenitalia assicura 4 convogli su 32, poi ricorre ai pullman

Che fine ha fatto il treno? A Carbonia è sostanzialmente sparito. Delle sedici corse che ogni giorno collegano Carbonia a Cagliari (quindi 32 fra andata e ritorno), soltanto quattro sono garantite dal caro vecchio convoglio ferroviario. Sono le corse dirette: il treno parte da Carbonia, ferma a Villamassargia e prosegue senza quasi più soste sino a Cagliari. Tutte le altre corse non dirette, e sono la maggior parte, nella tratta Carbonia-Villamassargia sono puntualmente sostituite dall'autobus perché Trenitalia non ha ancora risolto i problemi legati all'utilizzo del personale e alle vertenze con i capitreno. Risultato? Alla stazione cittadina il treno si vede soltanto quando partono o arrivano i diretti. Altrimenti lo scalo è quasi sempre deserto. Vero è che i collegamenti sono comunque garantiti (pur tra mille disagi e ritardi), ma soltanto perché Trenitalia sta affidandosi ai pullman dell'Arst.
SOLO BUS Da circa due mesi quella che doveva essere una situazione eccezionale è ormai diventata una prassi. A metterla in evidenza, oltre che il Comitato dei pendolari del Sulcis Iglesiente, sono stati anche gli esperti del Cifi (Collegio ingegneri ferroviari italiani) che hanno partecipato con i dirigenti di Rfi (Rete ferroviaria italiana) a un convegno sul Centro intermodale di Carbonia prossimo all'inaugurazione (data prevista: 12 giugno). La stazione unica dei treni e degli autobus (la prima in Sardegna), rappresenta una rivoluzione nei trasporti pubblici: una rivoluzione a metà se di treni se ne vedranno pochini e se, inoltre, l'Arst (azienda trasporti su gomma) non raccorderà i nuovi orari con quelli di Trenitalia. Insomma Treni e bus devono viaggiare in sincronia con un sistema di coincidenze.
CENTRO INTERMODALE «È una bellissima struttura - ha tenuto a sottolinea Pierandrea Cossu, presidente del Cifi Sardegna - su cui andranno calati i servizi». Molto più severo il giudizio del Comitato pendolari: «Il treno è quasi sparito - accusa Luciano Zara - abbiamo pagato un abbonamento certo non per viaggiare quasi sempre in autobus, e spesso con notevoli ritardi e disagi come quando dobbiamo stare in piedi perchè i posti non sono sufficienti».
Questa situazione, assicurano da Trenitalia, non durerà a ancora a lungo e prima del 12 giugno si dovrebbe tornare alla normalità.
STATO D'AGITAZIONE A provocare i problemi maggiori è stata una vertenza con i capitreno, l'introduzione di nuovi turni, il periodo di formazione del nuovo personale che è stato inviato in servizio su altre tratte. Questo nonostante il 35 per cento dei collegamenti ferroviari isolani avvenga fra Cagliari e il Sulcis.

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