Rassegna Stampa
Testata: Metro

Il cemento mangiacoste

11/04/2011

autore: Maurizio Bistrusso

Dossier 2011 di Legambiente: 10mila ettari di vegetazione sono rimpiazzati da alberghi e case
Urbanizzazione in tempi record
AMBIENTE
Ogni anno il cemento si mangia 10 mila ettari dì territorio.

Un dato allarmante
Il dato è allarmante e riguarda in partioolare la Sardegna, dove gran parte dei nuovi edifici sostituiscono aree coperte da vegetazìone mediterranea. La situazione del territorio è stata fotografata, per il secondo anno conserutivo, nel dossier 2011 sul consumo del suolo, presentato da Legambiente e dall'Istituto nazionale di Urbanistica. Dai dati emerge che in Sardegna e in altre tre regioni come la Lombardia, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia, diecimila ettari di territorio vengono trasformati in spazi residenziali, capannoni e nuove infrastrutture. Sulle dinamiche di consumo del suolo incide anche il fenomeno turistico. Nella provinda di OlbiaTempio, ì1 cemento sta divorando velocemente intere fette dì territorio e i dati sulla copertura sono alti in una regione a bassa densità di urbanizzazione. Con 25,1 metri quadri per abitante all'anno, la provincia del nordest sardo, presenta la più alta velocità di urbanizzazione pro-capite, un dato doppio di quello medio nell'isola, nonostante il Piano paesaggistico regionale, e ben 6 volte più alto della Lombardia.

Nascono pochi sardi
La popolazione sarda, complessivamente, è cresciuta pochissimo, con soli 12 mila abitanti in cinque anni. Il dato non può giustificare l'urbanizzazione selvaggia avvenuta per 3 mila ettari, un'area grande quasi quattro volte la città di Nuoro. Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia, ha denunciato l'assenza di leggi specifiche sulla tutela del suolo.

Sos di Tiana: "Emergenza concentrata più al nord"

L'INTERVENTO «Il Piano paesaggistico della regione - dice Vincenzo Tiana, presidente di Leganmbiente Sardegna - risulta insufficiente. Questo dossier propone dati statistici importanti che servono a migliorare le conoscenze del territorio e a fare una stima di quanto accade». E, possibilmente, a spingere chi ne ha la responsabilità a fare «scelte migliori per il paesaggio» nell'immediato futuro. «Fortunatamente - spiega Tiana - dal dossier i dati indicano una concentrazione limitata alla zonadella provincia di Olbia Tempio».
La situazione però è allarmante: e il presidente di Leganlbiente invita tutti a non abbassare la guardia.

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