Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

«Vogliamo la base militare Nato a Santo Stefano»

09/04/2011

autore: FRANCESCO NARDINI

La Maddalena. Cinque consiglieri vogliono presentare una richiesta ufficiale

Sei consiglieri hanno chiesto urgentemente che sia convocato un Consiglio comunale sulla possibile apertura di una base Nato nell'arcipelago. La richiesta è stata inoltrata ieri l'altro dal gruppo 'Orgoglio Maddalenino-Mpa' assieme ai colleghi del 'Gruppo Civico Mondella'. Nella lettera si afferma che sarebbe «in dirittura d'arrivo la gara d'appalto per il rifacimento dei banchinamenti e del relativo waterfront di Santo Stefano Nato e Santo Stefano Nafta». Ritenendo le perplessità di politici e amministratori sardi, «prive di giustificazioni e fondamento», i consiglieri dicendosi certi di interpretare i sentimenti della stragrande maggioranza della popolazione maddalenina, «chiedono che venga presentata formalmente alla presidenza del Consiglio, alla Regione, alla Nato e al governo Usa, la richiesta di reinstallare un presidio militare nella nostra isola».
Nel 2003 la proposta di riconversione del punto d'appoggio di Santo Stefano - 45 milioni di dollari d'investimento - fu visto a La Maddalena come il segno inequivocabile della continuazione a tempo indeterminato della presenza americana nell'Arcipelago, e osteggiato. Oggi si sa che per quel sito il governo degli Stati Uniti vanta una prelazione che andrà a scadere nel 2034. C'è tempo, dunque, per un rientro degli yankees in terra sarda. Tuttavia, se il ritorno avverrà,le strutture di Monte Moro a Santo Stefano dovrebbero essere utilizzate da flotte della Nato, non esclusivamente della Us Navy. Differenza sostanziale, anche perché andrebbe ad aggiungersi al fatto, non secondario, che stavolta sommergibili a propulsione nucleare al seguito non ce ne saranno. Si parla di settembre come periodo scelto per la definitiva attrezzatura del molo e per questo - nonostante le bocche cucite dell'apparato militare per evidenti ragioni di segretezza - si parla di un protocollo riservato che impegnerebbe il ministero della difesa italiano a investire 10 milioni di euro nel sito per adeguarlo alle nuove navi, (da guerra stavolta e non navi officina) che potrebbero visitarlo per almeno i successivi due anni. Sempre secondo le voci che circolano, sarebbero utilizzate anche le strutture coperte, in caverna, a monte degli attracchi. A far funzionare l'approdo dovrebbero provvedere un migliaio di tecnici, i cui alloggi potrebbero essere recuperati laddove una volta viveva parte della comunità americana: i residence di Vista Mare, ma anche parte delle strutture della Mita Resort. Infine l'ex ospedale militare potrebbe ospitare ora la base Nato a terra, il cervello dell'attività.

Chiavi di questa notizia: Maddalena