Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
A rischio alluvione Caniga valle Eba Giara, via Sorso, viale Sicilia e Sant’Orsola
08/04/2011
autore: Luigi Soriga
IL PUC E I PERICOLI IDROGEOLOGICI
SASSARI. Tutti gli amministratori dovrebbero studiare un po’ di geologia. Servirebbe a pianificare meglio la città e a evitare certi stravolgimenti ambientali commessi in passato. Le carte del nuovo Pai (Piano di Assetto Idrogeologico) mettono a nudo una serie di scelte urbanistiche scellerate e molta superficialità nello spargere il cemento. Se Sassari negli ultimi quarant’anni non ha subito grossi allagamenti, molto lo deve alla sua natura, dato che l’uomo non le ha dato una grossa mano: il basamento calcareo ha funzionato da spugna e ha assorbito le alluvioni.
Le carte del Pai, con le loro zone a rischio evidenziate di blu, sono però un monito soprattutto per chi dovrà disegnare lo sviluppo futuro della città. Ecco perché il Piano urbanistico comunale non potrà non considerare le criticità idro-geologiche quando si tratta di individuare le zone di espansione e i nuovi insediamenti.
Due gli assi da tenere d’occhio, che tralaltro costituiscono elementi fondamentali del Piano: il sistema delle valli e il parco lineare urbano. Infatti sia la valle dell’Eba Giara e la valle del Rosello, sia la pianura che si distende accanto a viale Porto Torres, lungo la ferrovia, sono attraversate da corsi d’acqua. Si tratta del Rio San Giovanni, che solca la vallata dell’Eba Giara, passa sotto il viadotto, poi sotto il ponte di Rosello e prosegue per Sant’Orsola e viale Porto Torres. Il Puc prevede una riappropriazione delle valli, il recupero e il riutilizzo sotto forma di parchi, verde pubblico e servizi. Poi, proprio lungo l’asse della ferrovia, traccia la direttrice di espansione, con una serie di volumetrie e di lottizzazioni che si distendono verso le borgate di Ottava e San Giovanni, seguendo un principio di ricucitura urbana. I progettisti, in questa fase di revisione del Puc, dovranno stare molto attenti ai confini delle aree C3 (nuova cubatura) e verificare che non ricadano all’interno delle famigerate zone blu a rischio allagamento. Per esempio alcuni terreni adiacenti a via Marginesu o attaccati alle rotaie davanti a Sant’Orsola. Ma il medesimo discorso vale per i nuovi insediamenti previsti a Caniga, dove invece scorre il solito Rio Calamasciu. Lo stesso fiumiciattolo che puntualmente sommerge a Predda Niedda il piazzale di Eurospin, Cfadda e i cappannoni vicini edificati in una sorta di conca. A dire il vero le modifiche al Piano non dovrebbero essere poi tante. Infatti il Pai appena redatto e presentato ieri a Palazzo Ducale in commissione Urbanistica, non si discosta tanto (almeno per le parti più critiche che riguardano Rio San Giovanni e Rio Calamasciu) dal Pai approvato nel 2005, al quale aveva fatto riferimento lo staff di Bruno Gabrielli, artefice del Puc. Ma ora la legge è cambiata e il livello di dettaglio richiesto al Pai è superiore. Non basta descrivere, come nel 2005, solo i corsi d’acqua più a rischio, ma è necessario avere un quadro di tutta l’idrografia di Sassari.
E questo ha fatto un gruppo di professionisti incaricato da Palazzo Ducale. Marcello Niedda, Fabio Cambula e Marco Pani, hanno studiato le statistiche sulle precipitazioni che si sono verificate nell’ultimo secolo. Hanno calcolato le portate dei corsi d’acqua, hanno catalogato tutti gli ostacoli che i fiumi trovano nel loro percorso, ovvero i ponti, gli attraversamenti stradali, i restringimenti dell’alveo, le pendenze, i fabbricati, e hanno elaborato un modello previsionale matematico. Ne vien fuori che certe zone della città sono a rischio alluvione. Certo, le probabilità sono minime, una ogni 50 anni, ma con più lungimiranza progettuale e qualche accortezza, anche questa eventualità remota si sarebbe potuta scongiurare.
Il massimo livello di pericolosità idralulica si registra nel ponticello di via Sorso: in caso di piogge eccezionali potrebbe essere sommerso. Anzi, lo sarebbe sicuramente se non ci fosse un canale sotterraneo di 8 metri quadrati costruito 20 anni fa, che intercetta e porta via una gran quantità d’acqua. Anche la zona a valle di viale Sicilia, con tutti i ponticelli troppo bassi e troppo piccoli rispetto ai corsi d’acqua, è a rischio. Il ponticello di Tana di Lu Mazzoni finirebbe a mollo, e più avanti su viale Porto Torres verrebbero allagati la concessionaria Ford e Cugusi. Sono totalmente inadeguati gli attraversamenti della ferrovia a Sant’Orsola, ma in caso di nubifragi avrebbero problemi anche via De Martini e la frazione di San Giorgio vicino ai campi dei Salesiani. E poi alcune case a Caniga e lo stesso depuratore. In queste zone a rischio, naturalmente c’è il vincolo di inedificabilità, ma il Comune potrebbe sempre intervenire allargando gli alvei e i canali, eliminando gli ostacoli, e garantendo gli standard di sicurezza
Chiavi di questa notizia: Dissesto idrogeologico