Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda
Elettrosmog, antenne sulla città
07/04/2011
autore: PIERA SERUSI
NUORO. Selva di trasmettitori dal Monte al centro urbano. L'esperto: «A lungo andare effetti sulla salute»
Cresce la protesta contro i ripetitori telefonici
Quarantacinque tralicci sull'Ortobene e trenta in città. Non finisce qui, perché nel conto dobbiamo mettere le diverse antenne di telefonia mobile piazzate su ciascun pilone. In linea di massima tutto nel rispetto dei limiti di legge, per carità. Ma, se intanto occorre dire che i suddetti limiti - in fatto di onde elettromagnetiche - cambiano da Paese a Paese (e persino la Cina ha un tetto inferiore al nostro), a Nuoro cresce il numero delle persone colpite da tumore e di quelle che accusano mal di testa inspiegabili. Mentre le antenne vengono su come funghi nei tetti di ogni quartiere, i cittadini protestano e si riuniscono in comitato. Alcuni, sono stati costretti a lasciare la città e a vivere altrove perché diventati elettrosensibili: come Mauro Delussu, 40 anni, allergico a telefonini, televisione, radio, computer (la storia l'abbiamo raccontata ieri ndr ).
RABDOMANTE DI ONDE «Il punto è che le onde elettromagnetiche sono invisibili ma nocive. Troppo spesso le autorità liquidano le proteste invocando il rispetto dei limiti di legge, ma occorre dire che i danni alla salute ci sono e si possono manifestare, soprattutto quando c'è una predisposizione, a sei, otto, dieci anni di distanza». Luigi Fenu, 44 anni, ingegnere aeronautico di Nuoro, insegnante di navigazione aerea all'Istituto tecnico “Chironi”, è un rilevatore di campi elettromagnetici. Un rabdomante di radiazioni. Con un apparecchio speciale misura le onde che si propagano in uno spazio: le sue, giusto per chiarire, sono indagini da scienziato indipendente, nessuna commissione, nessun ente o azienda a cui rispondere. «Il mio obiettivo è sensibilizzare i cittadini, creare maggiore attenzione attorno a questo problema».
LA SALUTE L'unità di misura di un campo elettromagnetico è il volt/metro. In Italia il limite di legge, spiega il tecnico, è 6 volt/metro «quando si sosta in un luogo oltre le quattro ore, mentre è di 20 volt/metro quando invece non si deve sostare». A Cuccuru Nigheddu , sulla vetta più alta dell'Ortobene, dove svetta una selva di antenne, vengono registrati anche 60 volt/metro; 3 attorno al Redentore; 3, 4 nel parco; 3 vicino all'Hotel Esit; 2 in piazza Italia. A parte il primo esempio, limiti che in teoria sono ampiamente sotto il tetto di legge. Ma il problema è che gli effetti sulla salute vanno valutati sul lungo periodo, con l'esposizione continua.
I LIMITI «Il vero problema per la salute riguarda gli effetti delle radiazioni sul nostro Dna, non tanto l'effetto termico che invece viene preso come riferimento dalla normativa italiana. Se sto col telefonino cinque minuti, il mio orecchio si surriscalda perché si sviluppa un campo di 10, 20, 30, 60 e anche 80 volt/metro; ma se questo effetto passa non appena chiudo la comunicazione, il vero problema potrebbe emergere dopo anni di questa abitudine. Una buona precauzione è l'uso costante dell'auricolare». Giusto per fare qualche raffronto: in Austria il limite è 0,6/volt/metro e in Cina, che è tutto dire, di 5. Sarà che gli italiani sono ufo impermeabili alle radiazioni?
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