Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Azara: «Fermiamo le boe»

07/04/2011

autore: Serena Lullia

Il consigliere all’attacco: «Privatizzazione autorizzata»

PORTO CERVO. Per l’opposizione sono i nuovi colonizzatori del mare della Costa Smeralda. Il consigliere Fabrizio Azara guida la crociata contro le boe, intelligenti e non, che tappezzano il blu delle baie davanti alle spiagge di Cala di Volpe, Pevero, Liscia Ruja. Azara critica la privatizzazione delle acque autorizzata dalla Regione, con decine di boe in versione “parcheggi a pagamento per yacht” che tengono al largo i residenti dai lidi più belli della Costa.
 La competenza dei campi boe è della Regione. Spetta infatti all’ufficio del demanio autorizzare le concessioni ai privati. Lo stesso sistema viene adottato anche per i pontili galleggianti. Il consigliere Azara chiede all’amministrazione comunale di prendere posizione sull’argomento e dire basta alla privatizzazione del mare. «Ci sono boe davanti alle spiagge più belle della Costa Smeralda - denuncia il consigliere frazionista -. Distese di gavitelli di fronte alla baia di Cala di Volpe, del Pevero, davanti alla Celvia, a Liscia Ruja. D’estate si creano delle vere e proprie barriere. È vietata la sosta, a meno che uno non paghi. Per i residenti è praticamente impossibile farsi un bagno al largo». Ma la contestazione non è solo sulla privatizzazione del blu. «I servizi non sono certo quelli che vengono garantiti nei porti - aggiunge il consigliere Azara -. Un esempio su tutti, gli yacht scaricano in mare. Alla faccia dell’ecosostenibilità. È sufficiente che un privato chieda l’autorizzazione all’ufficio del demanio e la Regione la concede. Per le boe come per i pontili. Una situazione che non può più essere accettata». Azara chiede al Comune di dire basta al far west tra le onde, allo stesso modo con cui nelle passate estati aveva dichiarato guerra alla colonizzazione delle spiagge con ombrelloni, sdraio e lettini. «L’amministrazione deve farsi sentire a Cagliari - sottolinea il consigliere di minoranza -. Non può accettare passivamente che la Regione prenda decisioni sul nostro territorio, senza conoscerne le esigenze e senza un criterio generale. Le boe possono essere un giusto servizio per i diportisti, ma non si può tappezzare di gavitelli gli specchi d’acqua davanti alle spiagge più belle della Costa Smeralda. So che i campi boe sono in regola con le autorizzazioni regionali. La mia contestazione non è sulla legittimità dei gavitelli. Ma sul metodo, o meglio sull’assenza di metodo da parte della Regione. Allo stesso modo in cui non è accettabile che le spiagge vengano invase da ombrelloni e sdraio, che relegano i residenti negli angoli meno belli dei lidi, così non si può pensare di trasformare il mare in un parcheggio di yacht. Speriamo che la maggioranza sostenga la nostra battaglia».

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