Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
La sfida di Milia: spettacoli alla Fiera «Si lasci in pace l’anfiteatro romano»
07/04/2011
autore: ALESSANDRA SALLEMI
Oggi riunione in Comune sul monumento: il ministro Galan annuncia il suo impegno
CAGLIARI. Oggi la giunta comunale si riunisce anche per parlare dell’anfiteatro romano: smontaggio delle tribune di legno e garanzia per gli spettacoli estivi all’aperto sono le due necessità conclamate da soprintendenza e operatori dello spettacolo, ma le decisioni le può prendere soltanto il Comune proprietario del monumento che a suo tempo scelse di installare le tribune di legno. Il soprintendente ai beni archeologici, Marco Minoja, che già nella primavera 2010 cominciò a scrivere al Comune perché si affrontasse finalmente il problema della salvaguardia dell’anfiteatro e di una diversa misura degli spettacoli da autorizzare, due giorni fa ha scritto una lettera aperta per ribadire tra l’altro che le ragioni della tutela non contrastano con quelle dell’uso del monumento per gli spettacoli e che l’esempio di una conciliazione possibile c’è e si chiama teatro romano di Nora. Ieri il presidente della Provincia Graziano Milia ha deciso di assumersi una quota di responsabilità nella ricerca delle soluzioni con una proposta: «Lasciamo in pace l’Anfiteatro romano, ma bisogna salvare la stagione estiva: la Provincia è pronta e invito Comune di Cagliari e Regione a metterci insieme per organizzare uno spazio da quattromilacinquecento posti all’interno della Fiera. Noi siamo pronti a fare la nostra parte». L’occasione è stata la conferenza stampa di presentazione dei due nuovi assessori Marta Ecca e Francesco Siciliano. La proposta sarà presto formalizzata con una lettera al sindaco Emilio Floris e all’assessore regionale alla Cultura Sergio Milia. «Rispettiamo il monumento e la sua storia - ha spiegato il presidente della Provincia - e magari pensiamo a come utilizzarlo in futuro rivolgendo il palco verso lo sterrato e non in direzione delle gradinate. Le tribune che acquistiamo ora potrebbero essere utilizzate proprio in quello spazio. Ma per ora le carte della Soprintendenza parlano chiaro: pensiamo a un’altra soluzione e dividiamoci le spese». La Provincia pronta a mettere a disposizione anche Monte Claro per gli spettacoli estivi per uno o due spettacoli «in un’ottica di sacrifici è possibile anche questo». Persino da Roma arriva un segnale di interesse sulla vicenda, ma bisogna capire se sia la risposta dovuta a interlocutori politicamente amici oppure una soluzione operativa possibile: «Stamane - riferisce il deputato Mauro Pili -, in un incontro a Roma con un gruppo di parlamentari del Pdl, il ministro dei Beni culturali Giancarlo Galan ha assicurato il suo impegno». Così Galan: «Ho dato mandato agli uffici - ha fatto sapere ministro, come si spiega nel lancio dell’Agenzia Italia - perchè venga individuata una soluzione che consenta lo svolgimento dell’intera stagione culturale nel sito archeologico per non privare la Sardegna e la città di Cagliari di un sito straordinario dove coniugare il valore archeologico con il fascino culturale delle manifestazioni che da ormai dieci anni caratterizzano la stagione degli spettacoli nell’Anfiteatro. Mi farò carico di promuovere un incontro tra gli uffici del ministero e le autorità locali - ha aggiunto Galan - per definire i progetti futuri garantendo da una parte la tutela e la salvaguardia del sito archeologico e dall’altra il mantenimento di quella destinazione culturale che nei secoli non è venuta mai meno nell’anfiteatro romano di Cagliari. Garantisco l’impegno del ministero - ha concluso - per individuare le giuste soluzioni che possano contemperare le esigenze delle autorità locali con quelle espresse dagli uffici ministeriali. La tutela archeologica e la valorizzazione culturale dei siti rappresentano due obiettivi di una stessa missione». All’incontro erano presenti, oltre a Pili, i parlamentari Bruno Murgia, Settimo Nizzi e Paolo Vella.
Non è chiaro se il ministro abbia rassicurato i deputati che la stagione degli spettacoli «si farà all’anfiteatro», nonostante la relazione degli ispettori dell’Istituto centrale del restauro che parlano apertamente di rovina del monumento e di necessità di procedere allo smontaggio delle impalcature. Non si sa neppure se il ministro sappia che la soprintendenza ai beni archeologici è impegnata da quasi un anno in un dialogo difficile col Comune alla fine del quale non è stata la soprintendenza a tacere ma il Comune a prendere atto che la situazione dell’anfiteatro deve cambiare. Sugli spettacoli: già l’anno scorso la soprintendenza chiese che la stagione 2010 potesse essere l’ultima fatta in barba alle sopraggiunte esigenze di tutela dell’anfiteatro romano.
Chiavi di questa notizia: Beni culturali