Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Agripower: «Il progetto non si ferma»

06/04/2011

autore: NICOLA PINNA

Buddusò. Dopo il referendum inizia il braccio di ferro tra il Comune e i progettisti
Guerra della centrale elettrica, ora la società forza la mano

Per la trattativa non è rimasto più spazio. E allora la Agripower si prepara a usare la forza: questa è la guerra della centrale a biomasse. La società che l'ha progettata ha tentato l'ennesima mediazione, ma visto il risultato del referendum (97 per cento di contrari all'impianto) il Comune ha sbattuto la porta in faccia all'impresa controllata da Deutsche Bank.
Il messaggio inviato qualche giorno fa dal sindaco chiarisce meglio: «I cittadini hanno manifestato netta contrarietà al progetto - sottolinea Giovanni Antonio Satta - E per rispettare la volontà popolare l'amministrazione non ha intenzione di sottoscrivere alcuna intesa con la società». Insomma, la proposta di ridiscutere il progetto, è già stata rispedita al mittente. E Sergio Bartolini, l'amministratore delegato dell'Agripower non l'ha presa bene: «Ho ricevuto una risposta scritta con toni a dir poco inadeguati. Anzi, è una risposta grezza, si può anche scrivere sul giornale». Ora, dunque, che succede? Risponde sempre Sergio Bartolini, che ieri pomeriggio ha fatto arrivare a Olbia un “superesperto” di energia per sottolineare tutto ciò che di buono c'è nel progetto dell'impianto da costruire nella zona di Seau, a due passi dalle rive del lago Sos Canales . «Noi abbiamo tutte le autorizzazioni necessarie e andremo avanti. Dal punto di vista legale il referendum non ha valore». Insomma, le ruspe sono pronte a entrare in azione. «Anche domani, volendo». A Buddusò, però, qualcuno fa notare un dettaglio che potrebbe non essere insignificante. Nell'autorizzazione unica firmata dalla Provincia di Olbia-Tempio è contenuto un vincolo preciso: «I lavori devono avere inizio entro dodici mesi dalla firma dell'autorizzazione». E considerando che la data impressa nel documento è quella del 23 dicembre 2008, il rischio è che la Agripower si trovi di fronte un ostacolo difficile.
Intanto, la società tenta di portare avanti l'opera di convincimento della popolazione. Coinvolgendo anche il professor Paolo Giuseppe Mura, ordinario di fisica tecnica ed energetica dell'Università di Cagliari. «Prima di tutto una precisazione - dice il professore - questa iniziativa è prevista nel primo piano energetico regionale, sia in quello della Giunta Pili, sia in quello riscritto dalla Giunta Soru. Produrre energia elettrica dalla biomasse è quasi un obbligo anche per la Sardegna. E comunque bisogna spiegare ai cittadini di Buddusò che non ci sono rischi: basta verificare quello che succede. Le emissioni si possono tenere sotto controllo costante e con una telecamera si può vedere il materiale che viene bruciato. I rifiuti comunque non possono essere utilizzati in questo impianto. Inoltre ci sono le ricadute positive per i contadini che produrranno le biomasse. Credo che una decisione di questo tipo non la possano prendere i cittadini che non sono esperti».

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