Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Il sindaco: «E’ un capitolo chiuso»

06/04/2011

autore: Chiaramaria Pinna

Giovanni Antonio Satta considera conclusa definitivamente la partita

BUDDUSÒ. L’aveva annunciato all’indomani del referendum: in nome del popolo di Buddusò, non molla. Se è vero che la calma è la virtù dei forti, Giovanni Antonio Satta non ha nessuna intenzione di capitolare davanti all’irritazione dell’Agripower e al telefono conferma con calma quanto ha dichiarato il 16 marzo scorso durante il consiglio comunale che stigmatizzava l’esito del referendum contro le biomasse e quanto ha scritto rimandando al mittente il nuovo protocollo d’intesa: «Non ci sarà da parte nostra nessuna sottoscrizione e nessun contratto nè tavola rotonda regionale nè commissione paritetica». Ci sarà almeno qualcosa da chiarire? «No - taglia corto il primo cittadino - la situazione è abbastanza chiara». Sembra stanco di questa storia. Eh sì, non c’è niente da fare, tra lui e l’ingegner Sergio Bartolini non si ripeterà quella liaison che c’è stata tra Agripower e Giovanni Satta, il predecessore. Perciò maggioranza e opposizione hanno spedito una lettera al presidente della provincia Olbia-Tempio, all’assessorato regionale all’Industria, e alla stessa Agripower, stigmatizzando la decadenza dell’autorizzazione unica rilasciata dalla Provincia nel luglio del 2008. Il cahier de dolenace del Comune è ricco: dalle licenze scadute alle irregolarità procedurali e di stile, che nel lessico giuridico hanno altri termini, e poi quelle due parti in commedia giocate dall’ex sindaco che ha sottoscritto il permesso per costruire ed espresso parere favorevole per conto del Comune in qualità di responsabile dell’Area tecnica. «A parte che non c’è stato nessun cambiamento di destinazione d’uso per quella terra incantata che è il bosco di Seau», dice, c’è il particolare che parte dei terreni su cui l’impianto Agripower dovrebbe sorgere appartenevano al padre dell’ex sindaco e l’atto d’acquisto è datato 8 luglio 2009, sei mesi dopo l’autorizzazione unica, ma la disponibilità del bene, secondo la delibera del consiglio comunale, è stata rilasciata un anno prima, il 21 maggio del 2008. E’ verosimile, secondo l’amministrazione attuale, che per dichiarare di poter disporre del bene Agripower abbia richiesto la promessa, o meglio la certezza, di ottenere l’autorizzazione unica perchè di un pascolo non saprebbe che fare. Come forse direbbe il parroco di Buddusò, a pensar male si fa peccato. Resta il beneficio del dubbio.

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