Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Carboni: provincia de-termovalorizzata

03/04/2011

autore: GIOVANNI BUA

DIFFERENZIATA, LA GRANDE SFIDA
La commissione Ambiente chiede il voto ai Comuni sul futuro della raccolta rifiuti

NUORO. Un ordine del giorno da far votare in tutti i Comuni. Una conferenza programmatica, supportata da un comitato tecnico. E un obiettivo chiaro: modificare il piano regionale dei rifiuti. E creare una provincia de-termovalorizzata.
 Questa la road map votata all’unanimità dalla commissione provinciale Ambiente presieduta da Ivo Carboni. Che venerdì mattina ha accolto la proposta del consigliere provinciale della Base Andrea Rubattu e ha dato mandato allo stesso Carboni di preparare un «documentino» da far votare in tutti i Comuni della Provincia. Documentino con il quale (come ha già fatto Silanus) le assisi locali si esprimeranno a favore o contro la modifica del piano regionale dei rifiuti, che prevede il revamping del termovalorizzatore di Tossilo e l’eventuale costruzione di una seconda linea di smaltimento.
 Rubattu, che è anche consigliere comunale a Macomer, ha inoltre presentato nel capoluogo del Marghine una mozione dove chiede una scelta «sostenibile dal punto di vista sanitario, ambientale e occupazionale» per quanto riguarda il ciclo dei rifiuti. E non è escluso che anche il consiglio comunale di Macomer, dopo quello di Silanus, approvi il documento «anti-termovalorizzatore», infuocando ulteriormente il già acceso dibattito.
 «L’obiettivo della Provincia - sottolinea Ivo Carboni - è quello di ampliare il fronte del dibattito. Non riducendo alla cinta dei Comuni del Margine una questione che riguarda tutti. Qui non si tratta di Nuoro che vuole gabbare Macomer, o di Siniscola contro Orosei. Si tratta di immaginare un ciclo integrato dei rifiuti, dentro il quale la termovalorizzazione sparisca. I rifiuti siano «usati» e non bruciati. E questo avvenga in loco, e non trasportandoli su e giù. Abbiamo sposato l’ottima proposta di Rubattu e abbiamo deciso di chiedere un voto ai Comuni. In modo che rimanga traccia della loro posizione ufficiale. Della loro volontà o meno di scrivere il piano provinciale dei rifiuti. E, dunque, di cambiare il regionale».
 Gli stessi Comuni dovranno poi indicare i loro delegati che parteciparanno alla conferenza programmatica (in cui sicuramente ci saranno l’assessore provinciale all’Ambiente e i presidenti delle commissioni Ambiente, Energia e Lavoro). Conferenza che sarà supportata da un comitato tecnico scientifico e aperta alla collaborazione di Regione, Arpas, Asl, Confindustria, imprese, sindacati.
 Il tutto per studiare il piano provinciale dei rifiuti che sarà sottoposto al consiglio.
«Io penso - spiega Andrea Rubattu - che la questione del trattamento dei rifiuti vada oltre localismi geografici e steccati di partito. C’è da fare un dibattito serio e approfondito. E bisogna farlo insieme. Per progettare un futuro coraggioso. Dove non si brucia niente. E si usano i rifiuti come risorsa e non come problema. Il punto qui non è chi prende i soldi della Regione. Ma come usarli al meglio. È un occasione da non perdere. E non la perderemo».

Chiavi di questa notizia: Rifiuti