Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Sullo stagno l’incubo giacinti
01/04/2011
autore: CLAUDIO ZOCCHEDDU
Cabras, preoccupazione per le sorti della laguna di Mar ’e Pontis
CABRAS. L’emergenza è cessata, ma il problema rimane. E se non dovesse essere costantemente monitorato, potrebbe essere la causa di un nuovo disastro ambientale. A pochi giorni dal termine della bonifica del rio Mar ’e Foghe e della porzione dello stagno di Mar ’e Pontis interessata dalla presenza dei giacinti d’acqua, la sala del consiglio provinciale ha ospitato un dibattito.
L’incontro è stato organizzato dall’assessore all’Ambiente, Emanuele Cera, proprio per provare a fare il punto della situazione.
Lo scenario dipinto tra i banchi del Consiglio, però, non è dei più rassicuranti e l’assenza dei responsabili dell’agenzia del distretto idrografico della Regione non ha certo contribuito a placare gli animi e a bandire i presagi nefasti ipotizzati da alcuni partecipanti, tra cui il professor Nicola Secchi dell’Università di Sassari.
«Il grosso della bonifica è stato completato - ha detto Emanuele Cera -. Rimane solo da capire chi siano i soggetti autorizzati a lavorare lungo le sponde dello stagno di Cabras per estirpare a mano le ultime piantine. Le Regione, purtroppo, non ha ancora risposto alla nostra richiesta di individuare le competenze all’interno dello stagno».
Alcuni giacinti sono infatti sfuggiti al repulisti generale e hanno trovato casa al riparo dei canneti che crescono sulle sponde di Mar ’e Pontis. Si tratta di una zona dall’equilibrio ambientale delicatissimo, tutelato da diverse convenzioni naturalistiche, che non potrebbe sopportare il via vai di mezzi pesanti che ha interessato il rio Mar ’e Foghe. Dunque, è necessario agire in modo differente per evitare che l’arrivo del gran caldo crei le condizioni ideali per la moltiplicazione dei giacinti.
I pescatori di Cabras, dalla loro, si sono detti disposti ad entrare in azione, dopo aver pattuito il giusto compenso. Un’ipotesi, questa, subito raffreddata dallo stesso Emanuele Cera: «Mi è sembrato di capire che il presidente della Regione Ugo Cappellacci abbia detto che i pescatori non potranno partecipare alla bonifica, sarà dunque necessario appaltare i lavori. Sempre che qualcuno ci indichi la via».
Insomma, siamo alle solite. I pescatori scalpitano perché, come hanno detto ieri: «Solo un intervento rapido può evitare il disastro», i denari per finanziare l’intervento ci sono (si parla di 500mila euro stanziati dalla Regione per la bonifica degli stagni), ma non si sa come e se possano essere spesi mentre all’orizzonte c’è il rischio che i giacinti invadano lo stagno: «Durante il ciclo vitale un singolo esemplare può dare alle luce altre cinquecento piante, ecco perché viene chiamato anche peste d’acqua», ha ricordato Nicola Secchi. La corsa contro il tempo, dunque, continua tra incertezze e preoccupazioni.
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