Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Spiagge off-limits, Pasquetta a rischio

01/04/2011

autore: LUIGI SORIGA

INQUINAMENTO NEL GOLFO DELL’ASINARA
I sindaci potranno riaprire gli accessi solo dopo l’esito del piano di caratterizzazione che richiederà mesi
Il mare è pulito ma ancora non si conosce lo stato di salute degli arenili

SASSARI. La prima notizia è buona: l’Arpas dice che il mare è sano e, da Porto Torres a Castelsardo, si può fare tranquillamente il bagno. La seconda invece è cattiva: ancora non si sa se le spiagge siano inquinate o pulite, dunque per sicurezza, l’accesso resta chiuso. La conseguenza è bizzarra: per un tuffo in acqua o ci si deve lanciare dalla Rocca di Balai, o si allestisce una catapulta alla Rotonda di Platamona, o ci si organizza con un gommone.
 Da queste premesse deriva una grande incognita, che tra poco farà molto discutere: cosa succederà a Pasquetta? E come si comporteranno i sindaci? Infatti, per tradizione, Sassari e Sorso rovesciano sulla pineta e sulla sabbia migliaia di persone. Per Gianfranco Ganau, che deve vegliare su un piccolo fazzoletto di arenile, non sarà un enorme grattapo. Invece il 25 aprile sarà molto più imbarazzante per Giuseppe Morghen, il primo cittadino di Sorso, che a rigor di legge dovrebbe interdire chilometri di costa. Di fronte a una scelta così antipatica, più prudente chiudere un occhio, oppure meglio restare ligio ai regolamenti e scatenare una rivolta popolare? Il dilemma si presenterà puntuale tra qualche settimana, e non sembra ci possano essere via d’uscita. Infatti solo una dichiarazione ufficiale sullo stato di salute delle spiagge potrebbe togliere i sindaci dall’impaccio. Ma il calendario non fa sconti e Pasquetta è troppo vicina. Infatti, anche se la convocazione ufficiale non è ancora arrivata, l’incontro tra i componenti della conferenza di servizi per approvare il piano di caratterizzazione, è fissato il 13 aprile. Dunque Regione, Arpas, Provincia, Comuni e Ministero per quella data finalmente stabiliranno se il progetto di campionamenti, carotaggi, e analisi del litorale sia valido o meno. A dire il vero la società sassarese Lithos, che offre consulenze ambientali alla multinazionale E.On (responsabile l’11 gennaio dello sversamento a mare di tonnellate di idrocarburi), aveva consegnato la documentazione entro un mese dall’ultima contaminazione rilevata. Dunque al 28 febbraio anche il programma di monitoraggio di Stintino e dell’Asinara era nelle scrivanie dei membri dell’unità di crisi. Ma a 50 giorni dalla consegna la Lithos non ha ricevuto alcuna comunicazione e non ha potuto mettersi al lavoro.
 A quanto pare i ritardi derivano dall’impossibilità da parte del Ministero di partecipare alle riunioni convocate in precedenza e poi saltate. La sua presenza è necessaria perché la marea nera ha interessato anche l’area di Porto Torres, classificata come sito di interesse nazionale per via dell’alto rischio ambientale determinato dall’alta concentrazione di industrie. E probabilmente anche l’Asinara, essendo parco nazionale, ricade anch’essa sotto le competenze ministeriali. I sindaci, che avevano fiutato le difficoltà organizzative, da subito avevano proposto di separare i vari piani di caratterizzazione. Si dà l’ok a Platamona e si dà il via libera ai tecnici. Si procede quindi a Santa Teresa o a Stintino, in attesa che da Roma qualcuno si presenti per autorizzare gli interventi anche a Porto Torres. La stessa società di consulenza Lithos, si era organizzata in questo modo presentando cartelle differenti a seconda delle zone. Ma alla fine si è deciso di approvare i progetti in un’unica riunione, per la quale bisognerà ancora attendere due settimane. Ecco perché Pasquetta cadrà in una sorta di limbo autorizzativo. La Lithos deve effettuare 800 carotaggi sulla battigia, deve portare i campioni in laboratorio, aspettare l’esito delle analisi, quindi elaborare i dati, presentarli e farli validare dagli enti di controllo, e nel caso poi sulla sabbia vengano riscontrati valori inquinanti, sarà necessario anche predisporre dei progetti di bonifica. Dunque non solo Pasquetta è a rischio, ma i tempi sono diventati strettissimi anche per l’estate. A questo proposito l’auspicio dei sindaci è che l’Arpas possa venir incontro alle amministrazioni. E’ vero che la sicurezza igienico sanitaria può garantirla solo l’esito dei piani di caratterizzazione, ma i tecnici regionali potrebbero autorizzare l’apertura di alcuni arenili anche sulla base di una serie di dati parziali. La Lithos, a sua volta, potrebbe concentrare i prelievi in singole aree per volta, inviarli tempestivamente agli enti di controllo in modo da fornire via via un quadro completo. Restano un’incognita le zone ciottolose di Porchile e Marritza, dove il catrame si è infiltrato tra i sassi, i residui ci sono ancora e sono difficilissimi da rimuovere. Per rendere perfettamente agibile quel tratto di costa non basterà solo il lavoro di pulizia, ma occorrerà una profonda bonifica.

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