Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

E 28 sindaci bocciano una discarica

31/03/2011

autore: LUCIANO ONNIS

Sanluri, consigli comunali del Medio Campidano sulla 131

SANLURI. «I rifiuti sono nostri e guai a chi ce li tocca»: il Medio Campidano, contrariamente a quanto generalmente avviene altrove, la sua spazzatura non la vuole esportare, se la vuole tenere e pretende di poterla continuare a conferire e trattare in casa propria.
 Non la pensa così l’assessorato regionale dell’Ambiente che, con il suo Servizio tutela Atmosfera e Territorio, ha ordinato che da domani i rifiuti made in Medio Campidano debbano prendere la strada del termovalorizzatore del Cacip di Macchiareddu anzichè quella solita dell’impianto di smaltimento del Consorzio industriale di Villacidro, della cui società in house Villaservice che gestisce la discarica, molti Comuni della provincia sono soci. Sono insorti i 28 sindaci mediocampidanesi, si è indignata la Provincia: questione di costi di conferimento e, di conseguenza, di aumento delle tasse sui rifiuti ai cittadini, calcolato fra il 30 e il 40 per cento. «E chi glielo va a dire e spiegare alla gente che devono pagare di più per la nettezza urbana perchè il termovalorizzatore di un altro territorio ha i conti in rosso?», dicono in coro i sindaci. In trincea ci sono anche i 42 dipendenti della piattaforma Villaservice e i 30 dell’indotto che rischiano di perdere il posto di lavoro. Sarebbe una ulteriore mazzata all’economia di una provincia che già naviga nei bassifondi della graduatoria regionale e nelle ultime posizioni di quella nazionale.
 Ieri pomeriggio la protesta, che nei giorni scorsi si è svolta a più riprese a Villacidro e poi nel palazzo del Consiglio regionale, è stata portata sulla strada Statale 131, bivio Villasanta, fra Sanluri e Serrenti, dove sono stati convocati in seduta congiunta il Consiglio provinciale e quelli comunali. Una contestazione civile, con un corteo di alcune centinaia di manifestanti che si è incamminato in direzione di Cagliari per dare una connotazione simbolica di marcia sul capoluogo sardo in quanto sede istituzionale della Regione. Percorsi pochi chilometri, il corteo ha fatto dietro front ed è tornato al punto di partenza. Il traffico automobilistico ha subito per quasi un’ora un forte rallentamento, ma non si è mai bloccato se non per qualche minuto e non è stata mai interrotto, se non per pochi minuti consecutivi. Carabinieri, polizia stradale, vigili urbani e Protezione civile provinciale hanno regolato il passaggio delle auto nei momenti in cui il corteo ha lasciato libero un lato della carreggiata (dove peraltro sono in corso i lavori di ammodernamento) per far defluire gradualmente la coda di alcuni chilometri che si è creata. Poi tutti via con la speranza che dalle stanze dell’assessorato regionale dell’Ambiente arrivi una revoca del provvedimento entro oggi, perchè diversamente domani potrebbe veramente scoppiare nel Medio Campidano una guerra per i rifiuti.
 Come si sia arrivati a una situazione incandescente è cronaca degli ultimi due mesi. L’assessorato regionale dell’Ambiente, che dice di volersi attenere al piano regionale dei rifiuti varato dalla giunta Soru nel dicembre del 2008 poco prima della conclusione della legislatura, ma mai portato poi in Consiglio per l’approvazione, ha ordinato che dal primo aprile i rifiuti indifferenziati del Medio Campidano vengano versati al termovalorizzatore del Cacip. Le proteste connesse all’aumento dei costi di conferimento (tariffe e trasporto) non ha trovato finora ascolto: l’assessore regionale dell’Ambiente Giorgio Oppi ha risposto picche, «perchè non decido io».
 Sul fronte politico qualcosa si è mosso solo con la delibera della Commissione Ambiente del Consiglio regionale che ha chiesto all’unanimità alla Giunta di sospendere urgentemente il provvedimento prima di domani. Fino alla tarda serata di ieri nessun segnale, forse stamattina Oppi riceverà una delegazione di sindaci.

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