Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Indagini anche su Teulada

31/03/2011

L'AUDIZIONE. Consegnato un dossier con i casi di 31 malati sospetti «Indagheremo anche su Teulada». Lo annuncia Gian Piero Scano al termine della due giorni tutta sarda della commissione parlamentare d'inchiesta sull'uranio impoverito. A portare documenti pesanti sull'argomento è stata Mariella Cao, portavoce del comitato anti-militarista gettiamo le Basi, che ieri, durante l'audizione, ha consegnato ai senatori un voluminoso dossier. Cioè le denunce, raccolte caso per caso come era accaduto a Quirra, di trentuno persone malate di tumore residenti a Teulada, dieci casi specifici di leucemie e linfomi.
Mariella Cao ha riferito anche altro. Cioè che diversi documenti parlano delle esercitazioni a Teulada degli aerei Usa A-10 Apache, quelli che poi in Kosovo, Iraq, Somalia e Afghanistan hanno montato cannoni con munizioni all'uranio impoverito. Il sospetto espresso da Mariella Cao è che li abbiano testati prima in Sardegna.
I sospetti su Teulada non nascono evidentemente oggi. I ricercatori della Marina cinque anni fa hanno perlustrato i fondali davanti al poligono. In alcuni tratti la bonifica sarebbe addirittura impossibile, o meglio, si potrebbe portare a termine in non meno di ottant'anni di lavori.
E diversi militari hanno presentato domanda di risarcimento alla Difesa dopo la diagnosi di linfoma e un breve periodo di lavoro a Teulada. Salvatore Donatiello, per esempio, casertano in servizio nei bersaglieri a Vercelli, non ha mai effettuato alcuna missione all'Estero: la sua unica trasferta in divisa è stata in Sardegna, a Teulada, per una prova di tiri. E nel suo corpo sono state trovate l'esperta Antonietta Gatti le stesse particelle metalliche cancerogene riscontrate nei soldati reduci dai Balcani.
Mariella Cao è molto critica nei confronti della commissione parlamentare d' inchiesta sull'uranio impoverito. «È la terza sull'argomento e sta stravolgendo i buoni risultati ottenuti dalle precedenti». La seconda commissione aveva riconosciuto che la scienza oggi non è in grado né di dimostrare né di escludere il nesso di causalità tra l'esposizione all'inquinamento bellico e l'insorgenza dei tumori. Di conseguenza ha sostenuto il principio di probabilità e di precauzione, rovesciando sulla Difesa l'onere della prova e ammettendo al risarcimento non solo i soldati reduci dalle missioni all'Estero, ma anche chi abita e lavora nei pressi dei poligoni sardi. «Oggi il dibattito - dice la Cao - sta tornando indietro sulla dimostrazione del nesso di causa ed effetto, che non ci può essere sul piano scientifico. Si deve partire dai dati inoppugnabili dei morti e dei malati che nessuno pare voglia vedere».

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