Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

«Tavolo di lavoro permanente sulla base»

31/03/2011

autore: P. C.

FIORDALISI. I senatori

Il sospetto è che la montagna abbia partorito un topolino. Ieri la commissione parlamentare d'inchiesta sull'uranio impoverito ha lasciato la Sardegna dopo due giorni di visite nel poligono di Perdasdefogu e audizioni. Risultato finale? L'impegno per la realizzazione di una nuova indagine epidemiologica da parte della Regione con il coinvolgimento dell'Istituto superiore di Sanità, ribadito dall'assessore Antonello Liori (ma mancano ancora i fondi, li ha chiesti, per ora invano, al ministro della Difesa La Russa), e l'istituzione di un tavolo permanente con Regione, Enti locali e Asl per non disperdere energie e fondi su un argomento, la salute di chi lavora e abita attorno al poligono, così importante.
Esprime soddisfazione la commissione, in testa il presidente, Rosario Costa (Pdl) e l'unico sardo, Gian Piero Scanu (Pd). «C'è unità di intenti, voglia di fare piena luce su quanto è accaduto nel poligono. Non ci fermeremo».
Sorride Scanu dicendo che persino il sindaco di Perdasdefogu, Walter Mura (così strenuo difensore della base che l'indipendentista dell'Irs Gavino Sale gli ha affibbiato il nomignolo di generale Mura) ha dichiarato ieri di non poter essere assolutamente certo che le attività del poligono non abbiano creato problemi alla salute. Malgrado la recente conferenza organizzata in paese con il medico della base, il professor Pierluigi Cocco. «Non esiste una vera indagine epidemiologica, non basta un semplice conteggio dei morti e dei malati», ha proseguito Scanu, «finalmente faremo chiarezza. Se ci fossero problemi, la base verrà chiusa».
La commissione ha chiesto ai vertici militari del poligono di Quirra i documenti sui test degli ultimi anni. Compreso quelli sul test del razzo Kormoran all'uranio impoverito illustrato alla Procura di Lanusei da un ex ufficiale con tanto di filmato video. È stato effettuato un sopralluogo anche nell'immenso appezzamento di terreno, un ettaro, nel cui sottosuolo erano stati nascosti razzi, gomme, fili di rame e persino amianto. «Sul profilo ambientale i danni ci sono», ha dichiarato Scanu, «bisogna capire come intervenire».
Mariella Cao, del comitato anti-militarista “Gettiamo le Basi”, ha proposto: «Sospendiamo ogni attività del poligono. Lo impone la legge internazionale sul principio di precauzione in presenza di dubbi sugli eventuali problemi di salute causati alla popolazione».
I senatori hanno acquisito anche la relazione dei veterinari delle Asl capace di evidenziare la presenza di dieci pastori malati di tumore sui diciotto che lavorano in un raggio di 2,7 chilometri da Quirra.
Invece il procuratore di Lanusei, Domenico Fiordalisi, ha ribadito ai senatori che l'inchiesta penale «non ha portato per ora nessuna prova ma diversi pesanti indizi».
L'attuale commissione d'inchiesta è stata molto contestata da diverse associazioni nazionali a tutela dei militari malati e dei loro familiari.
A gennaio si è svolta anche una manifestazione di protesta a Roma. Contestata la scelta di alcuni consulenti che non considerano pericolosa per la salute l'esposizione all'uranio e che mettono sul banco degli imputati i vaccini ai quali sono sottoposti i militari. Vaccini che evidentemente non sono mai stati somministrati ai pastori di Quirra, vittime degli stessi linfomi riscontrati nei militari reduci dalle missioni all'Estero
Il presidente Costa ha difeso le sue scelte: «I consulenti li scegliamo in base alle domande pervenute e alle segnalazioni dei commissari». Non compare, per esempio, Evandro Lodi Rizzini, l'unico capace di trovare nei resti di un soldato francese l'uranio impoverito.

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