Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Caso Quirra, la verità entro l'estate

31/03/2011

autore: PAOLO CARTA

Il docente Lodi Rizzini: già trovato uranio nei resti di un soldato francese

«In estate avremo i risultati delle analisi sulle salme dei pastori morti di tumore che saranno riesumate a Quirra». Cioè sapremo se sono venuti a contatto con l'uranio impoverito usato nei test del poligono di Perdasdefogu. Lo annuncia il professor Evandro Lodi Rizzini, fisico nucleare dell'Università di Brescia e del Cern di Ginevra, dove i più conosciuti scienziati a livello internazionale stanno lavorando all'acceleratore di particelle più grande al mondo.
Il docente universitario ieri era già al lavoro per conto della Procura di Lanusei, che gli ha chiesto di verificare l'eventuale presenza di sostanze radioattive nei corpi di diciotto pastori morti di tumore nella zona attorno al poligono dal 1995 a oggi. «Sto andando a Padova a prendere gli speciali contenitori necessari per il trasporto dei reperti», spiega al telefono.
Come procederà con l'indagine?
«Premetto che noi siamo tecnici neutrali, il nostro scopo è quello di analizzare reperti anonimi. Basta. Per ottenere un responso di rilevanza scientifica faremo analisi e contro analisi incrociate in tre laboratori diversi tra Brescia, Pavia e Milano».
Dal punto di vista tecnico?
«La prima analisi di tutti i reperti dovrà dare un responso sull'eventuale presenza di radiazioni gamma. Successivamente, attraverso l'analisi delle radiazioni alfa, sarà possibile capire se si tratta di una sostanza presente in natura come l'uranio, oppure se si tratta di materiale arricchito. Da quando entreremo in possesso dei reperti, avremo 60 giorni di tempo per concludere il lavoro».
Ci sono dei parametri di legge?
«Faremo i confronti con reperti “bianchi” esenti da radiazioni».
C'è già un precedente?
«Abbiamo trovato la presenza di uranio impoverito nei poveri resti di un soldato francese morto nel 1997 dopo una missione nei Balcani per conto dell'Onu».
Una ricerca particolare?
«Non voglio è sminuire né incensare il nostro lavoro. Trovare certe sostanze è compito da fisici nucleari. Per competenze e attrezzature. E noi lo siamo».
Secondo alcuni consulenti della commissione parlamentare d'inchiesta, l'uranio è poco pericoloso.
«Come?».
È poco radioattivo, è presente naturalmente nel nostro corpo.
«Guardi, è sufficiente un micro-grammo, cioè un milionesimo di grammo, per uccidere una persona. Una tale quantità dà luogo a 2000 disintegrazioni atomiche al giorno con produzione di raggi alfa, cioè le radiazioni nucleari più dannose. La loro pericolosità, anche futura, dipende dalla conformazione della superficie dei frammenti».
Solo teorie?
«Qualunque scienziato può dire tutto o il contrario di tutto e io non ho nessuna intenzione di commentare tesi altrui. Sull'acceleratore di particelle di Ginevra è stato detto che avrebbe distrutto il mondo, che avrebbe dimostrato l'esistenza di Dio e via dicendo».
Tutto vero, tutto falso?
«No. Ci sono certezze. Tra queste, quella che l'uranio è uno dei metalli che ha l'effetto più distruttivo per le cellule umane. E nessuno può contraddire questo».
Nei tessuti dei malati sono state trovate nano particelle di metalli pesanti cancerogeni, mai di uranio.
«Se un organismo è venuto in contatto con determinate sostanze radioattive, si possono trovare i riscontri dal punto di vista scientifico. Un risultato che la nostra equipe ha già ottenuto».

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