Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda
Quirra, la verità nelle salme dei pastori
30/03/2011
autore: PAOLO CARTA
Il pm Fiordalisi: da riesumare i cadaveri di diciotto allevatori
Per accertare la verità sugli allevatori di Quirra morti di leucemie e linfomi, il procuratore di Lanusei non vuol lasciare nulla di intentato. Ieri ha affidato a un fisico nucleare dell'Università di Brescia e del Cern di Ginevra, Evandro Lodi Rizzini, l'incarico di riesumare le salme di diciotto pastori morti a causa di un tumore al sistema emolinfatico dal 1995 a oggi nella zona tra Perdasdefogu e Quirra.
LE SALME La scelta del fisico bresciano è tutt'altro che casuale. Lo stesso esperto è riuscito a trovare uranio depositato nelle ossa di un soldato francese, Ludovic Acaries, reduce dalla missione Onu nel Balcani del 1993, morto nel 1997 a 27 anni a causa di un linfoma di non Hodgking. I genitori del soldato transalpino, al termine di una battaglia durata tredici anni, hanno così messo spalle al muro lo Stato francese, che adesso sarà chiamato a risarcire i danni, anche se il denaro non potrà mai ripagare la famiglia Acaries della scomparsa del giovanissimo Ludovic.
IN FRANCIA La stessa strada - necessaria per acclarare finalmente la verità dopo anni di denunce, di controlli ambientali definiti truffa dagli anti-militaristi e di lavori delle commissioni parlamentari d'inchiesta - la vuol percorrere il procuratore Domenico Fiordalisi.
Sinora è stato impossibile stabilire se le industrie belliche o gli eserciti di mezzo mondo abbiano testato armi e missili a Quirra o usato munizioni non convenzionali all'uranio impoverito, al tungsteno o quant'altro negli ultimi 50 anni. Segreti di Stato, militari e industriali non hanno consentito di far piena luce. E inoltre il disciplinare d'uso del poligono obbliga i clienti del poligono a una semplice auto certificazione, senza alcun altro controllo.
DISASTRO AMBIENTALE Tutto questo spiega i risultati ottenuti dai primi tre mesi della minuziosa inchiesta del procuratore Fiordalisi: la Polizia e la Forestale di Nuoro hanno trovato missili, amianto, copertoni e radio bersagli nascosti sotto terra in tanti punti del poligono, addirittura ordigni inesplosi nei fondali davanti a Quirra, oltre a materiale radioattivo (parti di radar con uranio e trizio) conservati nei depositi all'interno della base - stando all'accusa - senza il rispetto delle norme per la sicurezza dei lavoratori.
LE REAZIONI Adesso i nuovi accertamenti che è in grado di compiere Evando Lodi Rizzini potrebbero finalmente arrivare a una verità. Indagini complesse. «Non sarà facile - ha commentato ieri Falco Accame, presidente dell'Ananavaf, l'associazione che tutela le famiglie dei soldati morti a causa dell'uranio impoverito - ma è il segnale che finalmente qualcuno, cioè il pm Domenico Fiordalisi, vuol finalmente vederci chiaro su tutte queste morti».
LE NOTIFICHE L'elenco delle diciotto salme che nei prossimi giorni verranno riesumate resta segreto. Gli uomini della Squadra mobile di Nuoro in questi giorni comunicheranno la decisione del magistrato ai familiari. Passo obbligato per consentire agli eredi delle presunte vittime della sindrome di Quirra di costituirsi parte civile, di nominare esperti di fiducia e, nel caso che si arrivi al processo, di chiedere gli eventuali danni allo Stato, se si dovesse accertare che le guerre simulate abbiano in qualche modo favorito l'insorgenza delle malattie mortali.
L'INDAGINE La possibilità giuridica di riesumare le salme è stata concessa al pm Fiordalisi dagli ultimi sviluppi dell'inchiesta. Sarebbero emersi gravi indizi sul disastro ambientale in grado di causare i danni irreparabili alla salute dei pastori. Fondamentali le relazioni dei consulenti Maria Antonietta Gatti, esperta di nanoparticelle prodotte da esplosioni, e Paolo Randaccio, fisico dell'Università di Cagliari che ha esaminato cassette radioattive trovate nei depositi del poligono.
LA VISITA Ieri a Quirra sopralluogo della commissione parlamentare d'inchiesta sull'uranio impoverito. Uno dei consulenti, Franco Nobile, oncologo e presidente della Lega nazionale tumori, ha ribadito che «finora non è stato riscontrato alcun nesso di causalità tra l'uranio impoverito e i tumori sviluppati dai militari. Sono invece altre le cause da indagare, come ad esempio la somministrazione dei vaccini. Le nostre ricerche hanno escluso totalmente la responsabilità dell'uranio, materiale che ha una bassissima radioattività ed è presente naturalmente nel nostro organismo». Parere contestato da parecchi esperti di livello internazionale.
Un fatto è certo: i pastori di Quirra non si sono mai sottoposti ai vaccini militari. E in quella zona non esistono fabbriche o altri fattori inquinanti. Eppure i numeri sull'incidenza dei tumori sembrano inquietanti. Da qui il sospetto degli inquirenti sulle attività del poligono.Chiavi di questa notizia: Inquinamento