Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
I parlamentari della commissione ispezionano la base
30/03/2011
autore: V. G.
QUIRRA, RADIOATTIVITA’ NEL POLIGONO INTERFORZE
PERDASDEFOGU. Prima, l’incontro con i vertici del poligono interforze. Poi, un lento e accurato “pellegrinaggio” in alcuni dei siti della base nei quali la Procura di Lanusei aveva disposto sopralluoghi o sequestri di materiale. È stata, insomma, una serata decisamente densa, quella che ha visto cinque componenti della commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito varcare per la prima volta la soglia del poligono di Quirra. Mentre oggi, la stessa commissione, terrà un nutrito numero di audizioni a Cagliari, dalle 9 nella sala del consiglio provinciale del palazzo regio.
Sono stati convocati il procuratore Domenico Fiordalisi, il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, l’assessore regionale alla Sanità, Antonello Liori, i presidenti delle Province di Nuoro, Ogliastra e Cagliari, rispettivamente, Roberto Deriu, Bruno Pilia, e Graziano Milia. Verranno sentiti anche i due veterinari dell’Asl di Cagliari che con la loro indagine sui pastori di Quirra, alcuni mesi fa, avevano di fatto provocato l’apertura dell’inchiesta da parte del procuratore di Lanusei. Tra i convocati, infine, c’è anche Legambiente e i sindaci dei comuni interessati e i familiari delle vittime.
Ma già dalla prima giornata di tour sardo, per la commissione d’inchiesta sull’uranio impoverito, arrivano spunti interessanti. L’antefatto risale a qualche settimana fa, quando il procuratore di Lanusei, Domenico Fiordalisi, su precisa richiesta del senatore Pd, Giampiero Scanu, viene convocato dalla commissione parlamentare desiderosa di conoscere le notizie su Quirra. Il magistrato racconta i primi due mesi dell’inchiesta, ne ripercorre le tappe principali, illustra uno scenario che non tutti, forse, si aspettano. Certo è che al termine dell’audizione, il senatore Scanu annuncia che la commissione ha deciso di approfondire la questione. E che, data la delicatezza, alla luce di quanto raccontato da Fiordalisi, il caso Quirra meriti una visita in loco da parte dei senatori. La promessa si traduce ieri in realtà.
Sono circa le 15.30 quando un elicottero atterra nella base di Perdasdefogu. Sono cinque i componenti della commissione d’inchiesta presenti alla visita. Oltre a Scanu, ci sono il presidente Rosario Costa, il vice Guido Galperti, Cosimo Gallo e Luciana Sbarbati. La prima tappa, la commissione, la fa negli uffici della base dove incontra il generale Sanzio Bonotto, comandante del poligono, insieme ad altri ufficiali della base. L’incontro ha i risvolti di una vera e propria audizione. La commissione vuole capire, infatti, i contorni della vicenda e delle attività che si svolgono nella base. L’Aeronautica fornisce le sue risposte, altre decide di rinviarle a uno scritto. Subito dopo, i cinque senatori cominciano il sopralluogo nel poligono. Durerà un paio di ore. Al termine, l’unico sardo della commissione, Giampiero Scanu, si dichiara soddisfatto. «È stata una visita utile - afferma - abbiamo registrato la disponibilità a collaborare da parte dell’Aeronautica. Ma siamo solo all’inizio di un lungo percorso di conoscenza». Nel frattempo si scatenano le reazioni di politici e componenti di associazioni. Il deputato Federico Palomba (Idv) ribadisce la necessità di ascoltare Fiordalisi con urgenza alla Camera perché «di verità c’è un grande bisogno». Poco prima, il suo compagno di partito, nonché segretario della commissione d’inchiesta sull’uranio, Giuseppe Caforio, chiede che il governo sospenda le attività del poligono. Antonio Satta, dell’Upc, chiede «la massima collaborazione da parte della Difesa». «Finora non è stato riscontrato alcun nesso di causalità tra uranio impoverito e i tumori dei militari. Sono altre le cause da indagare come la somministrazione dei vaccini» spiega il presidente della lega per la lotta ai tumori, Franco Nobile.
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