Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

A Cala Gonone la casa delle balene

29/03/2011

autore: PIERA SERUSI

Dorgali. Appello del presidente del Ceas: «L'habitat giusto per un santuario dei cetacei»
I mammiferi marini lunghi 24 metri sono tornati nella baia

CALA GONONE Sono tornate anche quest'anno, appuntamento fisso ormai da decenni, nella baia di Cala Gonone. La famiglia di balene proveniente dal sud del Mediterraneo si fermerà un altro mese, fino a tutto aprile, per poi proseguire il viaggio verso nord. Un avvio di primavera che questi mammiferi marini lunghi 24 metri (secondi solo alle balene azzurre) trascorrono abitualmente nel Golfo di Orosei, terzo domicilio elettivo al mondo dopo i santuari dell'Antartico e del Pelagos, l'area marina protetta tra il nord Sardegna e le coste della Francia, della Liguria e della Toscana.
LA TUTELA DEL SITO Una predilezione che la dice lunga sul valore di questo tratto di mare, habitat ideale per i cetacei che qui abitano, dai delfini comuni ai capodogli alle stenelle, alle balenottere appunto. «Un'area estremamente ricca e preziosa che va tutelata e valorizzata con il riconoscimento del Golfo di Orosei come santuario dei cetacei». Stefano Lavra, 37 anni, è il presidente del Centro di educazione ambientale di Cala Gonone, il servizio - gestito da una cooperativa - che cura la promozione del turismo sostenibile e gli interventi di salvaguardia dell'ambiente. È da qui, dall'edificio che ospita un centro studi e un museo sulla fauna del territorio visitato da 15 mila persone all'anno, che viene lanciato l'appello alle istituzioni per la realizzazione di un'area protetta per i mammiferi del mare. «I grandi cetacei - spiega Stefano Lavra - arrivano e restano nella nostra baia perché evidentemente qui trovano condizioni favorevoli date dalla qualità delle acque, dalla tranquillità del periodo di bassa stagione, dalla presenza del krill, i gamberetti di cui si cibano».
L'AMBIENTE Questa è senz'altro una delle aree più ricche del Mediterraneo dal punto di vista faunistico. «Un ecosistema prezioso che - sottolinea il presidente del Centro di educazione ambientale - va salvaguardato e valorizzato anche nell'ottica di uno sviluppo del turismo sostenibile. Cala Gonone, con le sue falesie e le alte pareti, è un luogo ideale, ad esempio, per praticare il whale watching, l'osservazione dei cetacei non solo con escursioni in barca ma anche da terra, condizione possibile solo in pochi luoghi del mondo, come l'Australia e la costa meridionale del Sudafrica». Ma sono tante altre le opportunità che il riconoscimento del sito come santuario dei cetacei potrebbe garantire al territorio. «Un impegno che comunque dovrebbe partire dalle amministrazioni locali», spiega il presidente del Ceas.
Le balene sono state avvistate la scorsa settimana, a quattrocento metri dal porto di Cala Gonone. Inutile dire che il loro arrivo è stato salutato da tanti curiosi e dai pescatori che ormai sono abituati a vederle riemergere e lanciare lo sbuffo d'acqua. «Arrivano qui a marzo con estrema puntualità e rimangono fino a tutto il mese di aprile - spiega Stefano Lavra -. Durante il resto dell'anno, invece, la baia ospita tantissimi altri cetacei, soprattutto i delfini comuni e i tursiopi. Proprio per questo sarebbe opportuno avviare un censimento, con avvistamenti e interventi di monitoraggio per individuare la presenza delle diverse specie in diversi periodi dell'anno».

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