Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Ossi tutela le lumache: scatta il fermo biologico con multe ai trasgressori

27/03/2011

autore: PIETRO SIMULA

OSSI. Per il secondo anno consecutivo nel territorio comunale di Ossi entra in vigore l’ordinanza del sindaco che stabilisce dettagliatamente modi e tempi per la raccolta delle lumache, una specie considerata a rischio di estinzione.
 Il consiglio comunale, forse l’unico in Sardegna, è perciò corso ai ripari approvando un regolamento che disciplina la raccolta del gustoso gasteropode, fissando precisi periodi di fermo biologico: dal 31 marzo al 15 maggio e dal 25 agosto al 15 ottobre. Ma anche disponendo un limite alla quantità di lumache da raccogliere e, ovviamente, sanzioni per chi non rispetti le regole stabilite.
 Per gli ossesi, noti da sempre nel circondario come «giogarzi» per eccellenza, è quasi una penitenza. Penitenza inevitabile, però, vista la frenesia incontrollata con la quale nel corso di questi anni correvano in campagna in massa ad ogni minaccia di pioggia, mettendo così da parte la saggezza degli anziani di un tempo che, rispettando i ritmi della natura, non raccoglievano le lumache nel periodo della riproduzione, quando erano (come si diceva) «a runc’a terra», e quando erano «nasi modde», troppo giovani cioè per avere una sufficiente consistenza e molto utili per assicurare i futuri cicli di riproduzione.
 L’ordinanza non fissa solo i tempi di divieto, ma, per i periodi in cui è consentito, stabilisce anche la quantità e la qualità degli esemplari che è possibile cogliere. E’ quindi possibile raccogliere solo esemplari adulti il cui guscio sia di buona consistenza e rigidità per una quantità massima giornaliera di kg 2 e per un totale a stagione di 10 kg per i residenti e 6 per i non residenti. Questo vale per l’uso personale e familiare.
 La raccolta per la commercializzazione invece è consentita solo ai residenti, che però devono chiedere al Comune il rilascio di una sorta di patentino che li autorizza a prelevare quantità superiori sempre entro certi limiti e nel rispetto delle norme generali.
 Sanzioni severe per chi le viola: da 500 euro a mille per chi raccoglie le lumache in periodi non consentiti, cui si aggiunge il loro sequestro e la reimmissione nell’ambiente naturale; da 25 a 50 euro per le altre violazioni all’ordinanza, sempre con sequestro e reimmissione delle lumache raccolte nell’ambiente naturale.
 Il compito di vigilanza è affidato principalmente alla compagnia barracellare, dato il suo ruolo di polizia rurale. I casi di trasgressione sinora contestati, afferma il capitano Giovanni Demontis, sono comunque pochi.

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