Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Sotto sequestro dieci villette in costruzione
27/03/2011
autore: ENRICO CARTA
Magomadas. Contestati la violazione delle norme previste dal piano regolatore e il reato paesaggistico
Indagato un imprenditore di Scano Montiferro e sigilli all’area al centro dell’inchiesta
MAGOMADAS. Torna il cemento sulle colline che danno sul mare e immediato arriva il blitz che porta al sequestro di alcuni immobili. Sotto inchiesta finisce un imprenditore di Scano Montiferro, accusato di aver edificato in assenza di concessione, in difformità rispetto a quanto previsto dal piano regolatore e contrariamente a quanto stabilito dal piano paesaggistico.
La zona in cui erano in costruzione dieci abitazioni è la stessa che qualche anno fa fu al centro di un’espansione edilizia a macchia di leopardo che convinse anche allora la procura della Repubblica ad avviare un’inchiesta. Vennero coinvolte, nel successivo processo, numerosi proprietari di case nate nei pendii che si affacciano sul mare.
Stavolta il procuratore Andrea Padalino Morichini ha deciso di intervenire immediatamente. Così nelle scorse settimane, gli agenti di polizia giudiziaria del corpo forestale assieme ai loro colleghi della stazione di Bosa hanno apposto i sigilli alle dieci costruzioni al centro dell’inchiesta.
Successivamente l’imprenditore ha fatto ricorso contro il provvedimento firmato dal giudice per le indagini preliminari Francesco Alterio, ma ha visto bocciate le sue ragioni dal tribunale del riesame che ha dato ragione per la seconda volta alla procura.
Il progetto prevede la costruzione di dieci unità abitative, ma solo per due di queste si stava già lavorando a pieno regime. L’irregolarità consisterebbe nel mancato rispetto delle condizioni indicate nel piano regolatore che prevede che il rilascio della concessione avvenga solamente nel caso in cui accanto agli immobili costruiti ci sia anche un’attività agricola. Cosa che, secondo le accuse, mancherebbe del tutto visto che l’attività dell’indagato è quella di imprenditore edile.
In più viene contestata una permuta effettuata: per ottenere la quantità di terreno sufficiente al rilascio della concessione, sarebbero stati offerti al confinante due delle villette. Ulteriore dimostrazione che lo scopo dell’edificazione non poteva essere di supporto all’attività agricola.
Chiavi di questa notizia: Abusivismo