Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
«Questo inceneritore è un ferrovecchio»
26/03/2011
autore: TITO GIUSEPPE TOLA
Conferenza stampa dei consiglieri Biccai, Castori, Luciani e Masia sulla struttura di Tossilo
Ma prima di chiuderlo occorre smaltire i rifiuti o creare un nuovo impianto
MACOMER. Cosa fare oggi dell’inceneritore di Tossilo? Se lo chiede la maggioranza che presto dovrà decidere sul nuovo impianto e sulla piattaforma di riciclo.
A queste domande si è cercato di rispondere nel corso di una conferenza stampa tenuta dai consiglieri Biccai, Castori, Luciani e Masia. Tutti concordano nell’affermare che l’impianto in funzione sia un ferro vecchio. Si tratta di decidere se chiuderlo del tutto, col rischio che non si saprà come smaltire i rifiuti in quanto nel bacino di conferimento la raccolta differenziata è ancora lontana da risultati ottimali, o se realizzare un nuovo impianto affiancato a una piattaforma per l’ulteriore separazione dei rifiuti che ridurrà la massa da incenerire. A Macomer resterebbe in questo caso l’industria del rifiuto, ovvero la parte pulita che in provincia di Nuoro fa gola anche ad altri. Il rischio è che spegnendo l’inceneritore senza disporre del nuovo impianto si rischi di far saltare il sistema di riuso e riciclo già attivato e in attesa di essere completato. L’inceneritore è necessario per chiudere il ciclo della piattaforma di valorizzazione manuale, che comprende il sistema di riciclo con il centro per la plastica legato a Ottana e l’impianto di compostaggio che sta nascendo, ma anche altri impianti per il trattamento dei rifiuti elettrici ed elettronici. Il Marghine, che si è tenuto per vent’anni l’inceneritore con i fumi e la discarica, non può permettersi di perdere la parte pulita che crea lavoro. Sarebbe come buttare il bambino assieme all’acqua sporca. Durante la conferenza stampa sono stati poi respinti gli attacchi che arroventano il dibattito.
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